LEGNANO – «Pensavate fosse “Tutti in pista”? No, è un altro pezzo di “Paranoia e potere”: ha trent’anni e questa sera ve lo suoniamo tutto seguendo l’ordine, canzone per canzone» ha spiegato Cippa al pubblico del Rugby Sound Festival accorso ieri, venerdì 4 luglio, all’Isola del Castello per il concerto dei Punkreas che ha celebrato il loro album più famoso. Nel corso della serata dedicata a punk e hardcore i componenti delle altre band, i Derozer e le Bambole di Pezza, hanno raggiunto sul palco il gruppo di San Lorenzo di Parabiago per eseguire insieme “Anacronistico” e “Il vicino”.
“Più Punk meno Trump”
«Stiamo suonando troppo forte: mi dispiace ragazzi, il sistema è andato in tilt», ha ironizzato il frontman sull’imprevisto, avvenuto dopo i primi brani in cui c’era difficoltà a sentire alcuni strumenti. Un guasto però risolto fulmineamente dai tecnici del Festival: «Grazie a loro – ha commentato Cippa – siamo veramente tornati “Tutti in pista”», grande successo seguito, come da scaletta, da un altro degli inni dei Punkreas, “Aca toro”, e più avanti dalla “Canzone del bosco”. A disco concluso, da una band da sempre impegnata non potevano mancare riferimenti all’attualità: la canzone “Dai dai dai” scritta con Giancane ma soprattutto, al ritorno in scena del cantante con elmetto in testa, drappo a stelle e strisce alla vita e cartello con scritto “+Punk -Trump”, “American dream” e “Voglio armarmi”, con il dispiegamento, al grido «Palestina libera», della relativa bandiera. «Chi fa morire di fame un bambino è un assassino, e chi sta a guardare è un complice» è stato il monito di Paletta.
Ska e danze irlandesi
«Vorrei vedere il Brad Pitt qui», ha poi annunciato Paletta. «Non si chiama così, ma circle pit», l’ha corretto Cippa chiamando l’enorme anello di persone che, correndo, si è allargato fino ad abbracciare l’intero spazio sotto il palco sollevando nel contempo un immenso polverone, da molti presenti combattuto indossando le magliette come fazzoletto. È stato solo uno dei vari balli, da liscio e ska alle danze irlandesi sulla “Modena-Milano”, creata con i Modena City Ramblers, che hanno accompagnato l’esibizione dei Punkreas; tra i consueti scherzi tra i membri della band non sono mancati i ricordi, quelli della «ormai coppia di fatto, e di fatti» Cippa e Paletta, che in passato visitavano l’area, ancora abbandonata, arrivando in bicicletta, o di Noyse animatore del Centro anziani Canazza. In scena con loro anche Davide “Divi” Autelitano, già in apertura di serata con le Bambole di Pezza , e Seby dei Derozer per “Anacronistico”.
Vacanze a “Mururoa”
Partenza a testa bassa e compatti per i Derozer con “Lungo la strada”. Anche la formazione vicentina ha voluto dire la sua sui conflitti in corso: «Quando andammo in tour nei Balcani appena usciti dalla guerra vedevamo ovunque la devastazione che aveva lasciato e scrivemmo una canzone. Ora, con Gaza rasa al suolo, speriamo che “La nuvola” maledetta scompaia». Seby ha quindi interrogato i presenti su temi più leggeri – «Oggi è il quattro luglio, si pensa già alla vacanza. Sembra che qui siate belli in carte a carte, dove andrete: Bahamas, Maldive, Seychelles?» – per poi lanciare un invito: «Noi dell’operoso Nord-Est vi invitiamo alla nostra isola dove saremo lieti di offrirvi Campari Spritz e Gin Tonic, “Mururoa”». Salto nel passato – «Siamo nati nello stesso anno dei Punkreas, il 1989. Avevamo capelli lunghi e biondi, Spasi era donna e io un figo della Madonna, come ora. Eravamo giovani punk, ora invece…» – per introdurre “Vecchio punk” e dopo “Bar” la conclusione non poteva che essere con il canto unanime del Rugby Sound Festival per “Branca day”.
Polvere e surf
Alle Bambole di Pezza il compito di aprire l’appuntamento punk del Rugby Sound Festival e scaldare gli animi, ricevendo risposta già del secondo pezzo, con cori su “Io non sono come te”. «Qual è il ballo più antico dell’umanità? Il pogo, voglio vedere la polvere salire», ha incitato gli spettatori Cleo, perfettamente a suo agio nei panni di frontwoman, ruolo prestato – «È solo l’inizio, siamo intercambiabili» – a Xina per suonare la batteria. Tra i pezzi proposti dal gruppo milanese il medley di “These boots are made for surfing”, cover della famosa canzone di Nancy Sinatra «fatta apposta per surfare sulla folla» e “Surfin’ bird” dei Trashmen, inaugurata dalla bassista Dani che insieme a Morgana ha fondato la band. La comparsa di “Divi” per il «pezzone arrabbiato» “Pagine” è stata la prima delle varie ospitate nel corso di un’esibizione, quella della delle Bambole, inevitabilmente più limitata come tempi ma resa incandescente dal loro pop punk a tratti glam. E, come ha precisato da Cleo prima di salutare con “Favole (mi hai rotto il caxxo)”, «che sia un urlo liberatorio per voi, per noi non era ancora così».
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