Il Pd: «Rogora ha votato la delibera sui mercatini. E’ conflitto d’interesse»

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BUSTO ARSIZIO – «C’è un evidente conflitto d’interesse», afferma il consigliere del Pd Massimo Brugnone a proposito della delibera sui mercatini in città. Il motivo? Dagli atti emerge che alla votazione ha partecipato anche l’assessore Massimo Rogora, che di professione fa l’ambulante. «Forse non ero nemmeno presente al momento del voto. E se c’ero non ho votato quella delibera. C’è un errore», spiega Rogora.

Il caso

Nella riunione di giunta del 24 aprile, sindaco e assessori approvano la delibera numero 132. All’unanimità recita il documento stilato dal segretario comunale. Ovvero con anche il voto di Massimo Rogora. Il problema però è il contenuto: si tratta del calendario dei mercatini che si terranno in occasione di alcune feste e la “riduzione della Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche nella misura del 50%, considerato il valore dell’iniziativa che contribuisce, nell’ambito degli indirizzi e degli obiettivi dell’Amministrazione Comunale, a valorizzare e vivacizzare la realtà urbana”. E anche il fatto che Massimo Rogora sia di professione ambulante. Insomma, per evitare qualsiasi ombra o dubbio, non avrebbe dovuto votare.

«Dimostrazione di incapacità»

«C’è un palese conflitto di interesse – denuncia Massimo Brugnone – che mostra l’incapacità della giunta intera e non solo di Rogora. Se qualcuno impugna quella delibera può farla saltare a danno di chi partecipa e di tutta la città. L’assessore non doveva nemmeno partecipare alla discussione e non solo al voto. E se davvero Rogora non ha partecipato, questa giunta ha prodotto un atto annullabile».

«Non c’ero. C’è un errore»

«Non ho mai fatto ingerenze su questioni che riguardano gli ambulanti – spiega Rogora – e anche Massimo Brugnone lo sa. Basta vedere che il mercato del Forte dei marmi è stato spostato da via XX Settembre come ha deciso il sindaco Antonelli. Proprio per via della mia professione, ogni volta che in giunta c’è un argomento che riguarda la categoria non intervengo, non faccio pressioni e rispetto le decisioni che vengono prese. Anche in quella giunta ho fatto la stessa cosa. C’è scritto che ho votato? Non è vero. Anzi forse al momento del voto sono perfino uscito. E poi di cosa stiamo parlando? Di una deliberà che c’era anche l’anno scorso e prima ancora. Non c’è nulla di nuovo. Perché allora il problema viene sollevato solo ora? Io non ho nulla da nascondere. Sono sempre stato trasparente nella mia condotta da assessore e credo che nessuno possa dire il contrario».

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