Piazza Pulita, la Pm dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio: «E’ anticostituzionale»

Nella foto il pubblico ministero Nadia Calcaterra

LEGNANO – Processo Piazza Pulita bis, il pubblico ministero Nadia Calcaterra chiama in causa la Corte Costituzionale. Che potrebbe dover intervenire sul procedimento nato dal secondo troncone dell’inchiesta, coordinata dal sostituto Calcaterra, che nel 2019 portò all’arresto dell’allora sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’allora assessore ai Lavori Pubblici Chiara Lazzarini. I tre, condannati in primo grado, sono stati poi assolti in Appello (procura Generale di Milano, è notizia di ieri, ha rinunciato ad un eventuale ricorso in primo grado rendendo la sentenza di secondo grado di fatto definitiva).

La Legge Nordio

L’assoluzione dei tre principali indagati, ai quali si contestavano reati in concorso con gli odierni imputati, ha portato le difese a chiedere a più riprese una sentenza predibattimentale di proscioglimento. A maggior ragione la richiesta è stata reiterata nel corso dell’udienza di oggi, venerdì 27 settembre, dopo che la Legge Nordio (articolo 1) ha abrogato il reato di abuso d’ufficio. 

E’ stato il Pm Calcaterra, oggi, a mettere sul piatto la questione dell’incostituzionalità della norma. Basandosi su molteplici argomenti ampiamente descritti nella memoria poi depositata al Collegio del Tribunale di Busto Arsizio presieduto da Giuseppe Fazio.

L’incostituzionalità della norma

Il pubblico ministero ha citato due istanze presentate dalla procura di Reggio Emilia e, quella più recente, dal tribunale di Firenze. E ha dato diversi spunti di riflessione su eventuali “magagne” presentate dall’articolo di legge che porta la firma dell’attuale guardasigilli. «La riforma ha abrogato un reato il cui disvalore penale è di molto superiore a quello di altri reati che invece permangono nel codice penale – ha spiegato il sostituto procuratore Calcaterra – uno per tutti il reato di omissione di atti di ufficio. L’espulsione dal panorama giurisprudenziale dell’abuso d’ ufficio, soprattutto dell’abuso prevaricatore lascia i cittadini che lo hanno subito sforniti di tutela perché la legge Nordio non ha introdotto contrappesi alle condotte abusive del pubblico ufficiale».  E ancora, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio sarebbe in contrasto anche con la garanzia del buon andamento e dell’efficienza della pubblica amministrazione perché davanti ad un «intervento demolitorio effettuato dal legislatore anche alla stessa autorità giudiziaria è precluso rinvenire degli strumenti di tutela penale che possano garantire eventuali condotte abusive”.

La Convenzione di Merida

Il pubblico ministero si è quindi spostata sul piano internazionale citando (già ripresa dal provvedimento del tribunale di Firenze) la Convenzione di Merida, trattato internazionale anti corruzione firmato dall’Italia nel 2003. convenzione in base alla quale «ciascuno Stato Parte esamina l’adozione delle misure legislative e delle altre misure necessarie per conferire il carattere di illecito penale, quando l’atto è stato commesso intenzionalmente, al fatto per un pubblico ufficiale di abusare delle proprie funzioni o della sua posizione, ossia di compiere o di astenersi dal compiere, nell’esercizio delle proprie funzioni, un atto in violazione delle leggi al fine di ottenere un indebito vantaggio per se o per un’altra persona o entità».

Per il Pubblico Ministero si tratta di obbligo vincolante (sul punto le difese hanno dissentito facendone una questione di termini che deve, però, essere tenuta in considerazione). Calcaterra ha sottolineato con la legge Nordio «la soppressione del reato di abuso di ufficio ha violato gli obblighi assunti dall’Italia» cancellando un reato ad hoc esistente sino a quel momento. Copiose le eccezioni delle difese, a cominciare dalla più lapidaria «questo collegio non può stabilire se la norma sia non costituzionale o meno», con il presidente che, vista l’abbondanza e la complessità delle argomentazioni, si è riservato rinviando l’udienza al prossimo 21 ottobre.

Piazza pulita bis, il rinvio a settembre. E i due elefanti nella stanza

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