BUSTO ARSIZIO – «In via Milano c’è una casetta che toglie la vista dell’Albero di Natale per chi arriva da piazza Garibaldi e in piazza Santa Maria hanno seminascosto il Santuario, il monumento più bello di Busto, con la giostra». “Tutto sbagliato, tutto da rifare” – per dirla come Gino Bartali – per il “polemista numero uno” del centro città, l’ex consigliere comunale Livio Pinciroli. Alla vigilia dell’accensione delle luci, è lui a farsi portavoce di alcune delle critiche che ha raccolto nelle sue passeggiate nella zona pedonale del centro storico.
Con 30mila lire…
«Con 170mila euro di soldi pubblici, e 230mila in tutto di budget, si poteva fare meglio – secondo Livio Pinciroli – e se pensiamo che l’obiettivo è di far venire a Busto Arsizio, che è la città più popolosa della provincia di Varese, appena un terzo dei visitatori che sono stati nel capoluogo Varese per il periodo natalizio, abbiamo detto tutto. Le ambizioni dovrebbero essere ben altre». Sembra richiamare la battuta del film di Aldo, Giovanni e Giacomo sull’opera d’arte che “con 30mila euro il mio falegname faceva un lavoro migliore”. L’ex consigliere, che risiede in centro città, punta il suo personale “mirino” soprattutto su quelli che dovrebbero essere i due punti di maggior richiamo del centro addobbato per Natale.
Da piazza Santa Maria a via Milano

In primis piazza Santa Maria, il luogo che sta più a cuore ai bustocchi e che nei prossimi giorni si prepara a riaccogliere il Presepe con le statue di gesso curato dalla Croce Rossa. «Hanno deturpato la piazza più bella di Busto – l’accusa di Pinciroli – c’è la giostrina che è stata messa sul sagrato del Santuario dove toglie lo sguardo della nostra chiesa più bella e poi c’è un’automobile in esposizione proprio di fronte al sagrato, che avrebbero potuto mettere in qualche posto più adeguato». E poi le critiche puntano via Milano, che tornerà ad essere illuminata dal grande Albero di Natale da dieci metri. «Chi arriva da piazza Garibaldi, invece di godere dell’immagine dell’Albero illuminato, si trova di fronte, come biglietto da visita del centro “vestito” per Natale, una casetta di legno che è un pugno in un occhio con un orrendo cannone sparaneve in primo piano – denuncia “Pinci”, parlando della casetta delle letterine di Babbo Natale, con il red carpet in direzione dell’Albero – e attorno all’Albero ci sono una serie di fili elettrici sulla pavimentazione, in parte coperti e in parte no, che rischiano di far capitombolare a terra chi dovesse essere distratto mentre passeggia. Si potevano trovare soluzioni diverse e meno pericolose». I fili sono messi in sicurezza ma per Pinciroli potrebbero far inciampare qualcuno. Insomma, così non va. Non solo – l’ultimo appunto dell’ex consigliere – «quest’anno manca l’attrazione più affascinante in assoluto, la Casa delle Lucine di casa Picco Bellazzi in via Bramante».

Busto accende un Natale da mezzo milione di visitatori. «Più ricco che mai»
