Poesie al telefono, improvvisazioni, recite no stop: Legnano celebra il “suo” Pasolini

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LEGNANO – Non solo Musazzi: nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922-1975, nella foto), l’Amministrazione comunale di Legnano ha sviluppato insieme con enti e associazioni culturali locali un programma di iniziative dedicate all’intellettuale anticonformista e provocatore, «quello che, a differenza dei surrogati di oggi, ci costringe a trattare gli argomenti più intimi e scomodi per ognuno di noi, anche in maniera sgradevole, mettendo a nudo le nostre contraddizioni». Parola del consigliere comunale incaricato alla valorizzazione dei luoghi della cultura, Paolo Scheriani, che ha presentato il programma oggi, venerdì 11 marzo, insieme all’assessore alla Cultura, Guido Bragato, e alla presenza di alcuni fra gli autori e animatori degli eventi.

Scheriani: «Un modo nuovo di fare cultura»

«Il nostro obiettivo – ha detto Scheriani – è portare all’attenzione di tutti quello che potrebbe sembrare argomento di pochi. Pasolini è un autore che intercetta l’interesse di una minoranza, in quanto tale o perché lo si detesta, ma per noi certi argomenti sono occasioni per portare avanti modalità innovative di fare cultura, almeno per la nostra città: come metterci al tavolo con una serie di soggetti del territorio per decidere che cosa fare. Pasolini – ha proseguito il consigliere – è stato ed è tuttora una figura scomoda che ha toccato tutti gli aspetti della cultura come narratore, poeta, saggista, pittore, regista… Difficile raccontare di lui qualcosa di nuovo a poco meno di 50 anni dalla morte. Abbiamo allora pensato che cosa raccontare di nostro, raccogliendo una serie di suggestioni in una dimensione nostra, giusta o sbagliata che sia. Non abbiamo paura di cadere in un inciampo, fa parte del gioco formato da questa pluralità di soggetti, risorse locali che non sempre hanno ottenuto la valorizzazione che meritano».

Tutti gli eventi in programma

Si comincia e si finisce con i reading curati da Luciano Mastellari. Domani, sabato 12 marzo, alle ore 17.00 al centro sociale Pertini, in “Santo Pasolini” saranno letti estratti da racconti, romanzi e sceneggiature; il 2 aprile, sempre alle 17.00, allo Spazio incontro in Canazza, in “Artista armato” sarà dato spazio ai testi poetici più significativi e agli interventi più sferzanti dell’intellettuale e polemista.

Il 17 marzo alle 21.00, al Teatro Tirinnanzi, sarà la volta dell’unica proposta non propriamente pasoliniana della rassegna: “Feltrinelli, una storia contro”, monologo di e con Mauro Monni che restituisce la temperie di un’epoca, dal dopoguerra ai primi anni 70, ricca di fermenti e tensioni; la stessa epoca in cui vive e opera Pasolini. Il 18, sempre alle 21,00, a Palazzo Leone da Perego è in programma la conferenza del professore Gianni Vacchelli “La poesia fatta di passione e ideologia”.

Il 19 marzo alle 16.00 e il 22 e 29 alle 21.00 sono in programma le proiezioni alla sala Ratti, a cura della Cooperativa Cineproposta, di tre fra le pellicole più note dirette da Pasolini. «Nel cinema – ha osservato Celeste Colombo di Cineproposta – Pasolini era troppo avanti rispetto al suo tempo. Lo pensò inizialmente come una estensione della scrittura e poi per quello che è, ossia un’arte a sé. Inizialmente gira “Accattone”, film sul e per il sottoproletariato, in forma piuttosto rozza; quindi cambia pubblico e linguaggio puntando alla borghesia con “Teorema”, fino a rincorrere l’estetica di capolavori letterari quali il Decamerone e “Il fiore delle Mille e una notte”, dove tratta anche il tema della sessualità. In tutti, ha portato novità di linguaggio». L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

Proposte originali e imprevedibili

Si segnalano, per l’originalità delle proposte, la declamazione di alcune poesie pasoliniane, il 15 e 16 marzo dalle 18.00 alle 19.00, in “Pronto Pasolini?”, lettura di versi a chiamata (tel. 334 1007980) ad opera di Mastellari; il 26 e 27 marzo dalle 18.00 nel Teatrino Fontana “È un brusio la vita”, performance inscenata da Radice Timbrica Teatro che parte dal luogo della morte del poeta per risalire, attraverso azioni fisiche e quadri viventi ispirati a “Petrolio” e a “Ragazzi di Vita”, alla sua vita e al suo mondo poetico. A queste situazioni si alterneranno gli atti del processo e la poesia delle “Ceneri di Gramsci”, in un susseguirsi di parole, corpi e… partite di pallone. Gli spettatori potranno percorre la scena, entrare in qualsiasi momento e sostare a piacimento, spostarsi fra le figure che animano la performance con la sensazione di entrare in una scena del crimine. Una sorta di maratona scenica che si adatterà agli spettatori presenti di volta in volta.

Ancora, i contenuti dei pannelli nelle strade su Felice Musazzi saranno sostituiti da fotografie e frasi dell’autore; sui social saranno lanciate “pillole” video dal personale della Biblioteca Civica, mentre si preannunciano improvvisazioni e installazioni estemporanee nelle vie della città.

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