Lonate Pozzolo, il ponte sul Ticino è sicuro. Lo garantiscono i vigili del fuoco

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LONATE POZZOLO – Il ponte in ferro sul Ticino è da considerarsi sicuro. E’ la conclusione a cui sono giunti i vigili del fuoco del comando provinciale di Varese dopo la verifica effettuata il 17 agosto scorso sulla struttura che unisce Lombardia e Piemonte, cioè Lonate Pozzolo e Oleggio. Struttura ottocentesca che, è vero, presenta alcuni elementi ammalorati, ma non al punto da far ritenere crolli o problemi per coloro che la attraversano.
I controlli sul ponte in ferro sono scattati all’indomani della tragedia del ponte Morandi di Genova. Ne aveva fatto richiesta, tra gli altri, Nadia Rosa, primo cittadino di Lonate Pozzolo, alla quale è stata inviata oggi, lunedì 27 agosto, la relazione conclusiva firmata, per conto del comandante provinciale Antonio Albanese, dall’architetto Francesco Martoni.

Ammaloramenti fisiologici

Il manufatto è da considerarsi “fortemente iperstatico”, cioè composto da un’unica travatura appoggiata in quattro punti. In chiaro, non ci sono problemi di tenuta. Certo, il tempo ha prodotto i suoi effetti su alcune parti in ferro, che si sono arrugginiti e che, appunto, richiederebbero una radicale manutenzione. Nulla di preoccupante, però. Al punto che nella relazione si scrive: “In considerazione di quanto esposto, della bontà sostanziale della struttura principale e delle due orditure secondarie si ritiene che la struttura possa essere ancora considerata stabile”.

Meglio le strutture dell’800

Considerazione che fa pensare agli anni in cui fu costruito il cavalcavia, la fine dell’800. E al fatto che nessuno, quanto meno negli ultimi decenni, abbia mai provveduto a mettervi mano. Ciò a dire che certi interventi avevano maggiore sostanza nel passato che non in epoche molto più recenti.
Doveroso ricordare che la manutenzione del ponte è di competenza della provincia di Novara.
A parte tutto ciò, i vigili del fuoco suggeriscono tuttavia alcune misure “che comunque non limitano in alcun modo la circolazione leggera o pesante”

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Le misure necessarie

Eccole. 1) Posa di rallentatori meccanici nei due varchi di accesso al ponte con la finalità di riduzione delle vibrazioni e della sovrapposizione degli effetti; 2) aumento della distanza di sicurezza tra mezzi pesanti di almeno 60 metri per ridurre il carico a un solo mezzo pesante ogni singola campata; 3) opportuno bonificare e aumentare i fori di drenaggio per il deflusso delle acque meteoriche lungo il corrente inferiore della trave principale, ciò che ha costituito  la principale causa del degrado della struttura.
Il punto ora è un altro: da come vanno certe cose nel nostro Paese, c’è da credere che, visti i risultati del sopralluogo, il ponte in ferro sul Ticino rischia di finire nel dimenticatoio delle istituzioni per altri cent’anni. Come è già finito, e non da ieri, il progetto per costruirne uno nuovo in sostituzione di quello esistente.

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