Pro Patria C siamo: è il giorno della riammissione. I tifosi preparano la festa al “Daghidaponta”

La Pro Patria e la sua gente (foto Kult - Aurora Pro Patria 1919)

BUSTO ARSIZIO – Mors tua, vita mea! Manca solo l’ufficialità, per cui si dovranno aspettare i crismi del caso e le relative tempistiche, ma la Pro Patria è pronta a celebrare il ritorno in serie C, frutto sì delle disgrazie altrui (Lucchese in primis, col massimo rispetto per squadra e tifoseria rossonera), ma merito anche dell’oculata gestione economica biancoblù dell’ultimo decennio targata Patrizia Testa.
Dopo una stagione a dir poco dannata, con una retrocessione maledettamente giusta e tanti bocciati, le tigri di Busto – scongiuri di sorta a parte – possono finalmente tornare a ruggire, forti di una tifoseria mai doma (nel week appuntamento al Redentore per il “Daghidaponta”) e forti di una nuova proprietà dalla potenza economica che fa sognare.

Dead-line: dentro o fuori

Alle 24 di oggi, venerdì 6 giugno, scade il termine ultimo (proroga all’11 per i club finalisti ai playoff) per presentare la domanda d’iscrizione al campionato di serie C, corredata da una serie di documentazione: 60 mila euro di tassa d’iscrizione, 350mila euro di fideiussione (700k se non si rispetta l’indice di liquidità), licenza d’uso dello stadio, con relativi certificati di sicurezza, e contratti per ticketing e steward. Una dead line che diversi club (si teme anche per Triestina e Foggia e non solo…) non riusciranno purtroppo a rispettare.

Riammissione: Pro Patria in pole

I club che non presenteranno nemmeno domanda d’iscrizione, come appunto la già citata Lucchese, faranno attivare il meccanismo della riammissione, innescando l’integrazione dell’organico di serie C (per arrivare a 60 squadre) partendo dalle formazioni retrocesse nella stagione 2024/25, secondo la seguente graduatoria: Pro Patria, Sestri Levante, Caldiero, Legnago, Clodiense.

Ripescaggio: 300 a fondo perduto

I club che presenteranno invece domanda, senza però superare i successivi controlli della Covisoc (esiti previsti entro il 13 giugno, con ricorsi ammessi non oltre il 17 giugno, nuove risultanze attese per il 19 giugno, previo appello al Collegio di Garanzia del Coni), faranno attivare il meccanismo dei ripescaggi, con una graduatoria in alternanza fra una squadra B (Inter in testa, poi Milan Under 23 all’eventuale secondo giro), una squadra di D (primo il Ravenna, seconda la Reggina) e una di C (fra chi non verrà riammessa in prima istanza e chi soprattutto presenterà domanda).
La differenza sostanziale fra la riammissione e il ripescaggio sarà insomma – tempistiche a parte, non certo irrilevanti – la ratio economica con la domanda di ripescaggio da presentare entro il 18 luglio (dopo peraltro aver ugualmente presentato domanda alla serie D), allegando un contributo a fondo perduto di 300 mila euro.

Qui Lucca: game over

Il curatore fallimentare Carlo Del Prete ha confermato che la Lucchese 1905 non esiste più come società attiva: “Nessuno ha avanzato richieste per rilevare il club – afferma Del Prete – ho chiesto dunque al giudice di interrompere l’esercizio provvisorio, provvedimento che è arrivato il 29 maggio scorso”. Tradotto in soldoni la Lucchese – pur essendosi meritata sul campo la permanenza in serie C – non presenterà domanda d’iscrizione, lasciando pertanto libero un posto per la riammissione di una squadra retrocessa in D: è nella graduatoria la Pro Patria è appunto la prima avente diritto.

Qui Busto: festa al Daghidaponta

La “certezza” della riammissione in serie C, oltre all’evidente beneficio economico, permetterà alla Pro Patria di guadagnare tempo prezioso, consentendo al direttore sportivo Sandro Turotti di mettersi subito al lavoro per programmare la prossima stagione con la scelta del tecnico (ci sono già i primi nomi caldi), la conferma del ritiro a Sondalo e soprattutto con i contatti (e i contratti) coi calciatori. Senza ovviamente dimenticare tutti gli altri aspetti di un club che dovrà consolidare la sua dimensione professionistica, nella struttura in primis, ma anche nelle sue innumerevoli sfaccettature, compresi per esempio gli aspetti solo apparentemente marginali come la campagna abbonamenti che, quest’anno più che mai (ma lo diciamo da troppo tempo), non dovrà essere sbagliata: non solo (o non tanto) per premiare la fedeltà e la pazienza di una tifoseria che a Vercelli ha dimostrato di amare la Pro, ma per non disperdere quell’incredibile patrimonio d’entusiasmo creatosi. E pronto a riesplodere nel weekend al Redentore, sede del sentitissimo appuntamento – fermatosi nel 2019 per Covid – “Daghidaponta“, l’unico torneo in cui tutti i partecipanti giocano con gli stessi colori biancoblù, indossando le casacche della Pro d’ogni tempo. Il tutto nel ricordo di Carlo Solbiati, di Fabietto e di Raffa, e nel nome di un intero popolo: il popolo tigrotto.

Pro Patria, alti e… Bassi: l’affare si ingrossa. Aspettando la serie C

Pro Patria serie C Daghidaponta – MALPENSA 24
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