BUSTO ARSIZIO – Appena otto punti in classifica, con una sola vittoria all’attivo, dopo ben dodici giornate di campionato. Per “fortuna” la Triestina è stata zavorrata dalla penalizzazione, altrimenti la Pro Patria di Leandro Greco – che sul campo ha fatto peggio di tutti, anche nella differenza reti – sarebbe il fanalino di coda del girone.
Un tristissimo primato che rende la partita di sabato allo “Speroni” contro il Lumezzane (calcio d’inizio ore 17.30) il primo spartiacque della stagione.
Sebbene la società (o chi ne fa le veci, visto che fra il 51% e il 49% nessuno più ci azzecca) abbia dato dimostrazione di essere restia ai cambiamenti – l’esonero di Riccardo Colombo insegna… – il tecnico romano e romanista Leandro Greco ha necessariamente bisogno di punti per consolidare la propria (traballante) panchina e per evitare di essere così l’unica annunciata vittima sacrificale di un flop che in realtà ha più e ben noti colpevoli.
Colombo… non insegna
Il già citato Riccardo Colombo, rivisto peraltro con piacere all’Arena e-work di Busto durante una recente partita della Uyba, è stato di fatto sacrificato per la (pro) patria: al di là di qualche oggettivo limited’inesperienza, il tigrotto di Bergoro – che attaccanti del potenziale di Udoh e Mastroianni poteva solo sognarseli – ha pagato sulla propria pelle (e forse sulla propria carriera tecnica) una rosa spuntata e giovane, figlia di un budget troppo risicato per salvarsi.
Repetita non iuvant
Ma poiché a Busto “repetita non iuvant”, in estate si è deciso di non far tesoro degli errori commessi, riuscendo nell’impresa (almeno per il momento) di fare peggio: il tutto con un budget ben superiore rispetto al passato (ma non ditelo a Colombo).
Certo il tempo per rimediare c’è, ma dopo la retrocessione della passata stagione ripresentarsi con un allenatore ancora giovane, con un portiere ancora meno difeso e con alcuni giocatori ancora alla “Lombardoni” non è stata propriamente una genialata: né per alzare quella famosa asticella di Turottiana memoria, nè per dare seguito alle ormai fuorvianti ambizioni sventolate in conferenza stampa dall’avvocato Zema, nè per le prospettive a lungo termine di Leandro Greco (“La vera Pro Patria si vedrà a febbraio“), le cui liste top secret dei convocati rischiano di passare alla storia.
Il ProPatrione
In questo quadro in cui non c’è niente da capire, anticipiamo il quinto appuntamento con la rubrica sarcastica sul mondo biancoblù il “ProPatrione” (copyright Samu), dedicata alla frase cult della settimana intercettata sui social: da leggere sempre col sorriso (senza mai prendersela), anche per provare un po’ a sdrammatizzare la (triste) situazione del momento.
Ricordando l’albo d’oro stagionale
(“Il mondo gira al contrario: un tempo la società prendeva le multe per i tifosi, ora per la dirigenza” – Dema;
“Stadio Carlo Speroni: divieto di praticare il gioco del pallone” – Luca Gaiera;
“Tra di noi ci sono delle talpe” – Fabri Tave;
“Un film russo in lingua originale è più godibile di queste partite” – Marco Castiglioni)
dopo la partita persa lunedì sera contro l’Alcione, ai tanti sfoghi più o meno riportabili (“L’Arzignano davanti a noi esonera l’allenatore, noi invece esoneriamo i tifosi”), abbiamo preferito l’ironia ex aequo dell’accoppiata Filippo Magnaghi e Giancarlo Mindassi
Domenica si vince! Peccato si giochi di sabato…
Forza, mancano solo 89 giorni a febbraio
Alcione-Pro Patria: 2-0. Tigrotti, due zucche nel monday night
