BUSTO ARSIZIO – «Viale Boccaccio come il parcheggio sul prato di San Rocco. Nel valzer delle dichiarazioni e del tutti contro tutti in maggioranza, emerge un’unica certezza: l’improvvisazione di questa amministrazione». Stavolta è il PD, per voce della consigliera Valentina Verga, già vicepresidente della Provincia, a dire la sua sul caso che da giorni sta movimentando – meglio, terremotando – il dibattito politico all’interno della maggioranza. «I cittadini si aspettano una soluzione al problema di viale Boccaccio, invece ogni giorno ne sentono una e non sanno cosa succede».
«E il sindaco cosa dice?»
«Sono basita da questo valzer delle dichiarazioni e del tutti contro tutti – le parole di Valentina Verga sul caso – non so chi altro debba intervenire, forse il sindaco dovrebbe dire qualcosa, perché ogni giorno salta fuori un nuovo esponente della maggioranza che dice la sua. Prendi i soldi, sposta i soldi, facciamo la rotonda, facciamo il parco, facciamo il semaforo, ho ragione io, c’ero prima io, c’eri prima tu: ma alla fine il problema persiste e nessuno lo risolve».
Il dito nella piaga
Ed è qui che l’opposizione mette il dito nella piaga: «Qui c’è una maggioranza che sui temi concreti litiga perché ci sono vari personalismi che vogliono emergere. Ma questo già lo si sapeva – attacca l’esponente Dem – è l’ennesimo risvolto dell’improvvisazione, come già nel caso del parcheggio di via Einaudi, quando ci siamo sentiti dire “quasi sicuramente non lo faremo ma non ci sentiamo di revocare la delibera”. E così hanno votato contro alla nostra mozione che diceva la stessa cosa che dicono loro, ovvero di non fare il parcheggio e revocare la delibera. Fatto sta che è passato un anno e non è stato revocato niente. Ma se si improvvisa sempre poi ci si trova in queste condizioni».
«Tante parole, pochi fatti»
Tante parole, ma i fatti? È quello che si chiede Valentina Verga: «Quando qualcuno ogni tanto inizia a ragionare poi succedono questi scontri – sostiene la consigliera del PD – non è una bella figura quella di uscire ognuno con la propria dichiarazione, ognuno a coltivare il proprio orticello di presenza mediatica. Questo mentre per governare, lo diciamo sempre, ci vuole programmazione. Non sperimentazioni ma certezze. Occorre studiare il problema e trovare la soluzione migliore, invece si prova, si tenta, si sperimenta, poi vediamo e intanto la lasciamo lì».
«Rotonda su viale Boccaccio coi soldi dei parchi». Ora è guerriglia in maggioranza
