Pro Patria in lutto: la storia perde Giorgio Giacomelli. Aveva 90 anni

BUSTO ARSIZIO – Una notizia di quelle che non avremmo voluto mai dare. Giorgio Giacomelli, lo storico per eccellenza del mondo Pro Patria, d’ora in poi guarderà i suoi tigrotti dal cielo, insieme al suo amato figlio Andrea, scomparso prematuramente. Giorgio aveva compiuto 90 anni: il funerale si svolgerà sabato 18 gennaio alle ore 10 nella chiesa del Sacro Cuore della parrocchia dei Frati a Busto Arsizio.

Da domenica allo stadio “Speroni”, dove Giorgio era solito occupare la sua postazione stampa, ci sarà un vuoto in più. Ma quel vuoto sarà anche per la Pro Patria che in Giacomelli aveva avuto il suo cantore per eccellenza, il suo più grande alfiere.

Quanti resoconti, quanti aneddoti, quanti numeri, quante foto: un materiale di inestimabile valore storico che Giorgio ha sempre saputo valorizzare (il suo almanacco “Tigrotti, oltre un secolo di storia” è un’autentica chicca per l’universo biancoblù) e custodire gelosamente.

Quella Pro Patria, che oggi cerca faticosamente di restare in serie C, con Giorgio è sempre stata proiettata nelle alte sfere del calcio italiano, grazie alla sua capacità di narrare la gloriosa tradizione dei grandi tigrotti del passato, della serie A e della serie B, tanto da renderli dei veri eroi, dei miti intramontabili (e forse irraggiungibili). Il tutto con quel dialetto bustocco della sua città, l’amata Busto, di cui ricordava personaggi, storie e dettagli con orgogliosa nostalgia dei “bei tempi” passati.

Il cordoglio dell’Aurora Pro Patria

Raggiunge la famiglia Pro Patria una triste notizia, quella della scomparsa di Giorgio Giacomelli. Un momento doloroso per la Pro Patria tutta che ha sempre sentito la sua vicinanza costante anche se non sempre era presente sugli spalti. Il presidente, Patrizia Testa, in questi 10 anni testimonia lo spessore umano e lo spirito costruttivo che lo ha contraddistinto: in una parola un grande amico.
Ai familiari di Giorgio le più sentite condoglianze.

Il ricordo di Gianluigi Marcora

Proprio ieri, nel mio pezzo su Piazza Solaro, Giorgio Giacomelli mi ha posto una domanda: “Ti ricordi di Pietro Paletta che curava le biciclette di chi entrava in Ospedale?”. La mia risposta è stata “certo che me lo ricordo” a cui Giorgio ha fatto seguito il suo “bei tempi“, con quel pizzico di nostalgia. E’ l’ultimo messaggio che ci siamo scambiati, Giorgio ed io, in virtù del “bene alla Pro Patria, al Dialetto Bustocco, alla città di Busto Arsizio“. Insieme abbiamo amato Busto Arsizio e Giorgio veniva spesso a trovarmi in Redazione per “difendere” questi nobili valori che ci univano. Recentemente – poi – Giorgio mi ha posto un monito (severo e solenne ammonimento): “Sei rimasto da solo a difendere il nostro Bel Dialetto …. resisti a ogni costo, non perdere le tradizioni”. E mi sembrava proprio così, severo e austero, nel pormi l’incitamento. Gli avevo pure detto che il 17 gennaio si celebra il giorno della Parlata Dialettale e che sarà pubblicato un mio pezzo dedicato proprio al Dialetto Bustocco da strada. “Al legiaò” (lo leggerò) mi aveva detto e, ai saluti aveva aggiunto un “tegn dùu” (tieni duro). Ora Giorgio ho l’animo triste e in questi ultimi tempi ho sofferto parecchio per il “lasciar morire”, l’indifferenza con cui il Dialetto Bustocco da strada è trattato, ma non smetterò di lottare per mantenere viva la nostra Parlata, anche dopo avere constatato che nessuno più, anche chi dovrebbe farlo, al Dialetto Bustocco, offre il giusto credito! Da lassù, leggilo amico mio e… fammi sapere… ciao!

Pro Patria: sala stampa nel nome di Adamo Cocco

giorgio giacomelli pro patria – MALPENSA 24
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