BUSTO ARSIZIO – «Nessun muro nei confronti del museo e della sua crescita e continuità, ci sono solo alcuni aspetti gestionali da definire. A luglio sediamoci al tavolo e discutiamone». Sul caso del Pro Patria Museum ora parla la presidente del club biancoblù Patrizia Testa. Per spegnere le polemiche e rinnovare la sua disponibilità al confronto con l’associazione presieduta da Simone Colombo, che dopo la conferenza stampa dei giorni scorsi aveva risposto con un comunicato in cui definiva «irrispettose» le parole della “Pres”.
La replica
«Ci tengo a puntualizzare che non mi sono mai negata ad interloquire con l’associazione, in tempi non sospetti chiamai personalmente tre volte il presidente Linari prima di perfezionare la cessione del 49% delle quote del club – la versione di Patrizia Testa – poi non mi ha chiamato più nessuno e negli ultimi mesi si è manifestato il nuovo presidente Simone Colombo a cui personalmente avevo annunciato la mia disponibilità ad una chiacchierata non appena finiti i lavori di bonifica. Ora c’è stata la conferenza stampa, che può testimoniare che non ho mai mancato di rispetto né al presidente Colombo né all’associazione: ho solo puntualizzato, a domanda di un giornalista, un paio di cose senza voler in alcun modo sollevare un polverone».
«Lo stadio? Tutto del club»
Concetti che la “Pres” sintetizza così: «Confermo la mia disponibilità, compatibilmente con la priorità di portare avanti le procedure necessarie per il club, a sedermi al tavolo con chi rappresenta il Pro Patria Museum ai primi di luglio. A quel punto definiremo quello che si deve fare, senza sollevare polemiche e senza coinvolgere l’assessorato che ha a sua volta altre priorità di cui occuparsi – chiarisce Patrizia Testa – ma ribadisco anche che la totalità dello stadio è in concessione onerosa alla società Pro Patria, e anche per il museo ho l’avallo del Comune. Ora c’è solo da sedersi al tavolo con estrema civiltà e non mettermi in bocca una presunta mancanza di rispetto che non ho mai avuto nei confronti di nessuno. Ho solo voluto puntualizzare che il museo non è proprietà privata, lo sono gli oggetti che vi sono conservati e la loro gestione».
L’apertura al confronto
Questione di contenitore, lo spazio adibito a museo che è attualmente in concessione al club di Patrizia Testa, e di contenuto, i cimeli e gli oggetti conservati nel museo che sono di competenza dell’associazione. Ma l’intento della Presidentissima biancoblù è di chiudere il caso: «Una polemica fuori luogo – ribadisce Testa -il mio numero di telefono ce l’hanno, a luglio ci siederemo al tavolo e definiremo la situazione al fine di dare soddisfazione ad entrambe le parti. Da un lato la Pro Patria, che può fregiarsi di avere un museo, anche perché ho sempre detto che squadre di serie C con la nostra storia ce ne sono poche, dall’altro l’associazione che ha la gratificazione di poter esibire una collezione di oggetti legati a quella gloriosa storia. Da parte mia non c’è nessun muro nei confronti della crescita e della continuità del museo, solo alcuni aspetti gestionali da definire».
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