GALLARATE – Cronaca di una giornata tra conferme, smentite, fughe in avanti e retromarce. Cronaca di un sistema sanitario che rischia di non farsi capire come è accaduto oggi, 14 ottobre, con la notizia che l’Asst Valle Olona intende esternalizzare la gestione del pronto soccorso di Gallarate e di un blocco operatorio di Busto Arsizio. Intendeva, perché in serata, al terzo comunicato stampa inviato in redazione, non intendeva più.
Siamo in tanti a “non avere capito” da chi, evidentemente, fatica a farsi capire. I primi siamo noi giornalisti, esattamente noi di Malpensa24 che, in tarda mattinata, informati della volontà dei vertici del Sant’Antonio Abate di cedere a terzi il controllo operativo del reparto di emergenza-urgenza di via Pastori, abbiamo chiesto conferma alla fonte ufficiale: il direttore generale dell’azienda, Daniela Bianchi. Disponibile e gentile, le risposte alle nostre domande sono state esaustive. La più importante: “Vero, ci stiamo pensando”. Con una precisazione: “Dobbiamo però chiedere l’autorizzazione in Regione per procedere su questa strada”. Detto e scritto, nero su bianco, nel conseguente articolo.
Tutto finito? No, tutto comincia. A stretto giro arriva un’ampia reprimenda delle organizzazioni sindacali che informano di una riunione durante la quale l’azienda aveva sottolineato loro l’esigenza delle esternalizzazioni. Apriti cielo: per i rappresentanti dei lavoratori non si può fare. Tra i motivi: è una scelta che contraddice le linee regionali sul tema del ricorso alle cooperative. I contenuti della nota sono di fuoco, non risparmiano critiche alla direzione strategica dell’Asst Valle Olona, prendono in esame anche il fatto che il Sant’Antonio Abate non merita privatizzazioni di sorta, fosse soltanto per la sua storia. Pubblichiamo tutto.
Passa qualche ora e l’ufficio stampa dell’azienda manda un primo comunicato nel quale se la prende con i sindacati. In sintesi: siete brutti e cattivi perché, con le vostre rampogne, mettete in difficoltà i 4000 colleghi che lavorano con noi. “Il nostro intento – afferma l’Asst – riguarda soltanto l’efficienza e la funzionalità dei servizi”. E, comunque, si tratterebbe di un periodo temporaneo. Il telefono della redazione ribolle. Ci chiamano i politici, quelli dell’opposizione di centrosinistra, quelli della maggioranza di centrodestra. Sbalorditi: “Ma è tutto vero? Non ne sapevamo niente”.
Da Palazzo Lombardia si espone Giacomo Cosentino, vice presidente del consiglio nonché leader della lista del presidente Fontana. “Non scherziamo, la privatizzazione del pronto soccorso di Gallarate non esiste” dice più o meno Cosentino. E se parla lui, parla indirettamente il suo mentore, Attilio Fontana. Nel frattempo, l’ufficio stampa dell’Asst ci invia di nuovo, attraverso un canale indiretto, il precedente comunicato, con un’aggiunta: “Non ci sarà alcuna esternalizzazione del servizio: basta con questi messaggi distorti”.
Appunto, basta. Macchè, in serata ce ne consegnano un terzo, questa volta un comunicato definitivo, almeno pensiamo. Eccolo: “Non è prevista nessuna esternalizzazione, neanche parziale o temporanea, del pronto soccorso di Gallarate. E’ chiarissima la presa di posizione della Dg dell’Asst Valle Olona Daniela Bianchi, che replica alla nota diffusa dai sindacati su una possibile esternalizzazione del servizio di emergenza urgenza del PO di Gallarate. Una ipotesi, quella paventata dalle sigle sindacali, che, specifica ancora il Dg, non è mai stata discussa in sede regionale”. Stavolta, fine per davvero. O anche no, nonostante siamo certi che nessuno ci spiegherà, e spiegherà ai cittadini, cosa sia intercorso tra la pubblicazione del primo articolo, con le conferme dell’ipotesi di esternalizzazione, e l’ultimo dei tre comunicati. Noi un’idea ce l’avremmo, ma raccontarla non servirebbe a niente. Di sicuro, oggi il telefono bollente non era soltanto quello della nostra redazione.
