MILANO – Una maxi esercitazione per testare il sistema di protezione civile della Città metropolitana di Milano. Da venerdì a domenica scorsi nel territorio del Milanese si è svolto il Mast 2025, Metropolitan Area Safety Test (nelle foto) promosso dall’ente di area vasta in collaborazione con il Ccv-Milano (Comitato di coordinamento del volontariato organizzato) e con gli enti del terzo settore di tutta l’area metropolitana. Un’esercitazione complessa e multiscenario, che si è svolta solo pochi giorni dopo l’emergenza maltempo che ha coinvolto la Lombardia e che ha visto centinaia di operatori in campo per fronteggiare allagamenti e frane, oltre che per supportare i cittadini colpiti.
Il clou del Mast si è svolto sabato, quando il territorio metropolitano è stato interessato da molteplici prove differenziate per specialità ed emergenza: antincendio boschivo (nella foto in alto), emergenza idrogeologica, taglio/esbosco, soccorso alluvionale e fluviale, ricerca persone disperse anche con il supporto di unità cinofile. Gli interventi sono stati coordinati dalla sala operativa del Ccv-Milano al Parco idroscalo di Milano e hanno contato su quattro campi base. Novità 2025: i test comunali per le amministrazioni locali di Rho, Vernate, Trezzo sull’Adda e Canegrate.
I numeri
![]()
Sono stati più di 1.300 i volontari e volontarie della Protezione civile coinvolti con 350 veicoli operativi, 98 gli Ets, 19 i comuni che hanno ospitato le diverse attività più i quattro impegnati nei test comunali. Gran finale ieri, domenica 12 ottobre, al Parco idroscalo, dove si è svolto il debriefing con il bilancio del test alla presenza delle autorità, oltre che di tutti i partecipanti.
Questi i comuni e le zone interessate: Rho, Paderno Dugnano, Lainate, Cornaredo, Sesto San Giovanni, Solaro, Vernate, Cusago, Pieve Emanuele, Locate di Triulzi, Lacchiarella, Canegrate, Castano Primo, Busto Garolfo, Parabiago, Vanzaghello, Turbigo, Trezzo sull’Adda, Cassina de’ Pecchi, San Donato Milanese, Cernusco sul Naviglio, Carugate e Gorgonzola.
I test
Sono stati simulati interventi idrogeologici, con prove di pompaggio e gestione delle acque in scenari alluvionali, taglio alberi e liberazione delle aree ed operazioni di rimozione di alberi caduti o a rischio per la sicurezza della popolazione, ricerca di persone scomparse/disperse con anche l’ausilio di unità cinofile specializzate in mantrailing e ricerca a scovo, supporto logistico e installazioni illuminotecniche per operare in aree colpite da blackout o difficilmente accessibili e infine operazioni di antincendio boschivo. Sfidanti le prove comunali, con un’emergenza a sorpresa da gestire a livello amministrativo dai sindaci dei comuni prescelti, in collaborazione con la Protezione civile della Città metropolitana di Milano.
Bettinelli: «Pronti in caso di emergenza»
«Abbiamo testato con successo la capacità del sistema di protezione civile di rispondere tempestivamente in caso di emergenza e di saper operare efficacemente in scenari emergenziali differenti, purtroppo sempre più frequenti – afferma Sara Bettinelli, consigliera delegata alla Protezione civile della Città metropolitana di Milano – Quanto accaduto solo pochi giorni fa nel nostro territorio dimostra la necessità di essere sempre pronti ad intervenire, perché lo scenario può complicarsi rapidamente richiedendo una capacità di risposta tempestiva ed efficace. A questo proposito è doveroso ringraziare volontari e volontarie, operatori e operatrici che, instancabilmente, operano al servizio della comunità. Il nostro essere sempre pronti, però, deve allo stesso tempo andare di pari passo con un impegno delle istituzioni alla prevenzione e alla tutela ambientale, anche attraverso la diffusione di buone pratiche, come da tempo sta facendo la Città metropolitana di Milano in numerosi progetti sul territorio».
Adolescenti tra sogni e scelte: ciclo di incontri di Azienda So.Le nel Legnanese
