BUSTO ARSIZIO – Concorsi a raffica per assumere nuovi dipendenti comunali, ma non basta: per l’assessore al personale Mario Cislaghi occorrerebbe «adeguare gli stipendi degli enti locali a quelli delle funzioni centrali. Proprio come ha detto il ministro della pubblica amministrazione Zangrillo a Cernobbio davanti a Giorgetti». Intanto ci sono oltre 270 candidati per le selezioni in corso che assegnano 10 “posti fissi” in Comune.
I numeri dei concorsi
Il concorso di maggior successo – come prevedibile perché era quello con i requisiti più “larghi”- è stato quello per i due posti di operatore dei servizi generali (quelli che sono sempre stati definiti “messi comunali”): 165 candidati. Altri 25 si sono presentati per un posto da istruttore tecnico dei lavori pubblici e 22 per tre posti da istruttore tecnico all’urbanistica, mentre solo 6 per un posto da istruttore direttivo tecnico, figura in cui è difficile trovare personale a causa della concorrenza del settore privato. E ancora: ben 37 candidati per il concorso da vice commissario della Polizia locale e 18 per due posti da assistente sociale. «Ma le graduatorie non scadono – chiarisce l’assessore Cislaghi – più sono gli idonei e meglio è, perché poi peschiamo quando serve e li “cediamo”, dietro rimborso spese, ai comuni più piccoli del territorio che non possono permettersi di fare i concorsi».
“Assessore sindacalista”
Una raffica di selezioni, con lo scopo dichiarato – come rimarca l’assessore al personale – di «avere le graduatorie pronte non appena si creano dei vuoti per i pensionamenti e le mobilità». Attualmente sono 419 i dipendenti comunali, e Busto punta a «mantenere questo numero». Anche se l’assessore non nega di avere due ordini di preoccupazioni. Da un lato, «le mobilità» del personale in essere, che sono «meno prevedibili dei pensionamenti», e che «nel 2026 rischiano di penalizzare ancora una volta la Polizia locale». Dall’altro «il clima» che si respira attorno ai dipendenti comunali: «Non sono dei fannulloni, purtroppo è una mentalità ancora diffusa. Io passo per essere l’assessore-sindacalista ma non mi vergogno».
L’appello
E per Cislaghi l’occasione è propizia per citare il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo che nei giorni scorsi a Cernobbio, davanti al suo collega delegato all’economia Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato che si dovrebbero «adeguare gli stipendi degli enti locali a quelli delle funzioni centrali». Perché, spiega Cislaghi, «gli stipendi dei nostri dipendenti non sono competitivi con quelli di regioni ed enti statali». E la fuga è sempre dietro l’angolo. Per i sindacati di Palazzo Gilardoni (CSA in testa) una soluzione sono gli incentivi consentiti dalla nuova legge che supera il “blocco” del passato, e Cislaghi non si tira indietro: «Dobbiamo stabilire il “quantum”. C’è già una cifra stanziata in variazione di bilancio».
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