VARESE – Nuove disposizioni per i cosiddetti fuochi storici. Alle manifestazioni di rievocazione storica e ricorrenze della tradizione popolare non si applicano le limitazioni in materia di accensione di fuochi previste nel “Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” e dalle norme in materia ambientale. Lo ha comunicato formalmente alla giunta regionale l’assessore alla cultura Francesca Caruso, prendendo atto di quanto prevede la norma nazionale in vigore dallo scorso 1 novembre 2024.
Falò salvi
Alla luce quindi di quanto previsto dalla normativa nazionale l’accensione di falò non è da considerare attività riconducibile alla disciplina sui rifiuti se effettuata in occasione di manifestazioni di rievocazione storica o comunque di eventi attinenti ai rituali calendariali della tradizione popolare. Le autorità locali dovranno comunque assicurare e monitorare il rispetto delle norme vigenti, anche prevedendo le eventuali e necessarie prescrizioni a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’ambiente. «Prendiamo atto con favore – afferma l’assessore Caruso – di quanto previsto da questa norma, che ha regolamentato un ambito molto importante anche per la Lombardia. Sul nostro territorio, infatti, esistono tantissime manifestazioni che, per tradizione popolare, prevedono l’accensione di fuochi. Adesso vi è certamente maggior chiarezza al riguardo, fermo restando che le autorità dovranno comunque impegnarsi a controllare che vengano rispettati gli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente».
Cosentino festeggia
«Una bella notizia per le tradizioni delle nostre comunità. In particolare sono felice perché, grazie all’interessamento di Regione Lombardia e mio personale, lo storico Falò di Sant’Antonio a Varese potrà continuare ad accendersi ogni 16 gennaio, conservando tutto il valore di una festa popolare molto sentita». Commenta così Giacomo Cosentino, vicepresidente del consiglio regionale e capogruppo di Lombardia Ideale. Una notizia che non tocca però solo il capoluogo: basti pensare alle feste della Gioeubia tra Busto Arsizio e gli altri centri del Basso Varesotto. «Il governo nazionale e regionale – aggiunge Cosentino – hanno dimostrato ancora una volta attenzione e sensibilità alle culture e alle tradizioni del nostro territorio. Questo è un bel segnale che ci consente di preservare e tramandare alle nuove generazioni valori antichi che rappresentano solide fondamenta per costruire il futuro».
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regione salvi falò gioeubia – MALPENSA24
