BUSTO ARSIZIO – «Il rimpasto? Inutile e improvvido, a un anno dalle elezioni» è il segretario provinciale della Lega Andrea Cassani a chiudere la partita del riassetto della giunta, perlomeno riguardo alle tre poltrone in quota al Carroccio. «A maggior ragione nei confronti di un partito della coalizione – la Lega, appunto – che già un anno fa, nonostante ci fossero degli accordi preelettorali che prevedevano certi ruoli in giunta, a fronte di una riduzione dei consiglieri, ha scelto di lasciare il ruolo di vicesindaco a Fratelli d’Italia, che ora ha sindaco, vicesindaco e presidente del Consiglio comunale».
L’irruzione
Sulle trattative per il rimpasto di giunta irrompe il “provinciale” della Lega, che con le parole di Cassani – rilasciate al quotidiano online Varesenoi – ritira la propria delegazione nel bel mezzo della discussione tra gli alleati, che ieri, 3 marzo, si era conclusa con un “nulla di fatto” e con l’idea di coinvolgere le segreterie provinciali. «Inutile perdere tempo» sentenzia Cassani, che bolla la richiesta di un secondo assessore come «una provocazione» di Fratelli d’Italia a suo dire «non condivisa con i livelli più alti». Ed ecco che da Varese arriva lo stop alle trattative in corso a Busto: «Per quanto mi riguarda non c’è più bisogno di partecipare a queste riunioni».
Decide Varese
Di fatto esautorata la sezione di via Culin, che stava dialogando con gli alleati e che peraltro con i propri “sherpa” – il vicesegretario Vincenzo Marra e il responsabile enti locali Stefano Ferrario, visto che il segretario cittadino Alessandro Albani si è astenuto dai vertici di maggioranza essendo direttamente parte in causa nel suo ruolo di assessore al bilancio – aveva sempre mantenuto ben salda la linea di difendere le proprie tre caselle nell’esecutivo del sindaco Emanuele Antonelli. Linea che peraltro, fa filtrare un insider leghista, non sarebbe «mai stata sottoposta al direttivo cittadino» dal segretario-assessore. Così, quando il pressing di Fratelli d’Italia ha iniziato a farsi sempre più incalzante – e proprio la poltrona di Albani sembrava iniziare a traballare – ecco che è arrivato il soccorso della segreteria provinciale a far saltare il banco. E la Lega, con il suo gruppo ridotto a tre consiglieri, blinda ancora una volta i suoi tre assessori fino alla fine del mandato. Non resta che vedere cosa ne pensano gli alleati, a partire dai “Fratelli”. Abbozzeranno o sarà braccio di ferro?
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