SAMARATE – Che dietro ci sia stato un dibattito, nessuno lo nega: «Perché nessuna decisione viene presa di pancia, ma a seguito di un’indagine approfondita». Ed è stato così anche questa volta, garantisce il sindaco Alessandro Ferrazzi. Che ieri, 16 febbraio, in consiglio comunale ha spiegato i motivi – e le discussioni – che hanno poi portato il Comune di Samarate a rinunciare alla prelazione sull’acquisito dei 14 appartamenti a Verghera, tema al centro del polverone polemico degli ultimi giorni. «Siamo definiti un centrosinistra allargato, siamo eterogenei: vero. Ma questo ci aiuta a verificare ogni scelta. Che mai avremmo preso in maniera affrettata».
I motivi
Per giorni si è parlato del possibile acquisto dei 14 appartamenti – nel palazzo che sorge fra le vie Locarno e Monte Santo – da mettere sul mercato con la norma dell’affitto a canone moderato. La decisione finale, passata all’unanimità in aula, è stata però di rinunciare alla prelazione: «Non rientra fra le priorità dell’amministrazione», recita la delibera. Così come «non rientra tra gli strumenti di programmazione dell’ente». Di fatto, ha poi riassunto Ferrazzi, «non era contemplato nel Dup e l’incremento del patrimonio immobiliare del Comune non faceva parte del programma elettorale». Senza dimenticare che «la gestione comportava un aggravio per l’amministrazione comunale».
«Scriverà a Regione per lamentarmi»
Gli appartamenti ora se li è aggiudicati una società privata che ha già fatto richiesta di affrancazione del debito con Regione Lombardia, facendo riferimento al capitale che aveva prestato alla cooperativa Montevecchio. L’azienda, quindi, verserà una cifra – 590mila euro – per portare a temine l’operazione, facendo cadere la convenzione trentennale (nata fra il Comune, Regione e la Montevecchio) che impediva di mettere sul mercato le unità immobiliari fino al 2042. In questo modo, invece, i nuovi proprietari potranno «venderle liberamente e singolarmente», ha spiegato Ferrazzi.
In più, il sindaco ha annunciato quella sarà una «minima protesta». Si riferisce alle tempistiche dell’iter («Se ce lo avessero comunicato prima, non avremmo fatto tutto di fretta»), ma non solo: «Nella convenzione è inserito sia il calcolo per cui Regione rientra del capitale, appunto, che aveva prestato alla cooperativa Montevecchio, sia della penale che fa riferimento agli anni in cui non si usufruirà più della convenzione». Ecco, «pensiamo spetti a noi quest’ultima cifra. Mi premurerò di scrivere a Regione per lamentarmi».
Le reazioni della maggioranza
Oltre ai tecnicismi, dietro, c’è stato un dibattito. «Abbiamo più volte discusso», ha concluso Ferrazzi. «All’inizio posso anche aver pensato che l’acquisto fosse una buona idea, ma poi se n’è discusso con tutti i gruppi. Forse questa democrazia che abbiamo al nostro interno, non è capita. E mai mi sono sentito solo». Anche il vicesindaco Cinzia Castiglioni, attraverso una lettera, ha spiegato: «Mai ho preso una posizione difforme dal gruppo consiliare. Né rispetto alla maggioranza. Ma è una scelta fatta dopo le verifiche nelle sedi competenti e nell’interesse della comunità».
La maggioranza a favore della rinuncia di esercitare la prelazione. Con l’obiettivo di reinvestire le risorse su altre questioni ritenute prioritarie. Lo ha detto Scv («Abbiamo sempre avuto una posizione critica») e lo ha detto Sac («La nostra è una precisa volontà politica di avere risorse nel prossimo bilancio per investire in opere che migliorino la sicurezza, il decoro e la vivibilità»). Il Pd, per voce di Sergio Broglia, ha poi sottolineato: «Nel caso in cui qualcuno avesse voluto sostenerne l’utilità, per recuperare nuove risorse, saremmo stati contrari. Semplicemente perché non riteniamo che tra i compiti di un Comune ci sia quello di effettuare operazioni immobiliari di compravendita». Inoltre, «non possiamo far finta che non esista l’eventualità di dover affrontare un problema imprevisto sul nuovo asilo nido, per cui potrebbe accadere che venga a mancare il finanziamento Pnrr».
Il centrodestra punge
Il centrodestra fin dall’inizio è stato contrario all’acquisto. Così Leonardo Tarantino (Lega): «Più fonti ci parlavano di decisioni prese con toni accesi o divisioni. Ci fa piacere che alla fine sia arrivata questa proposta operativa. Giusto dire che ci sono altre priorità ma e vero anche che ci sono ancora questioni complicate perché non ci sono soluzioni da parte dell’amministrazione». Vito Monti (Fratelli d’Italia) ha invece aggiunti: «Credo che il Comune non sia un’agenzia immobiliare. Il suo compito non è comprare appartamenti da affittare, sebbene abbia un nobile obiettivo. Ma deve amministrare per la cittadinanza. Tutti dicono che ci sia compattezza in maggioranza? Continuare a rimarcarlo, per me, è un segnale di debolezza».
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