M24 TV La doppia sfida di Puricelli: «Non potevo mollare Samarate. Vinco al primo turno»

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SAMARATE – Una doppia sfida. La prima, quella personale, con la malattia che ha provato a mettersi di traverso alle sue aspirazioni politiche. L’altra, quella del suo «amore per la città», è stata invece più forte degli ostacoli che ha incontrato. Enrico Puricelli ci riprova. E dopo cinque anni in fascia tricolore ha deciso di rimettersi in gioco, togliersi dei sassolini dalla scarpa e affrontare la sfida delle Amministrative di giugno: «Mio nonno era di Samarate, mio padre era di Samarate, io sono di Samarate: non potevo mollare».

Puricelli punta al primo turno

La spilla dell’Alberto da Giussano è in bella vista sul bavero della giacca, è il simbolo della sua fede leghista. Guiderà ancora una volta il centrodestra, Puricelli. Coalizione, questa volta, formata solo dai partiti: Fratelli d’Italia, Forza Italia e, appunto, la Lega. Sul tavolo ci sono già una serie di obiettivi da raggiungere: «Partiranno 13 progetti con il Pnrr e la città cambierà completamente», dice. «Siamo stati bravi, abbiamo scelto bene i piani da presentare in modo che fossero accettati». E che riguardano – fra gli altri – la Villa Montevecchio, il palazzo comunale e le ciclabili. Dovrà anche affrontare le grandi partite della Variante alla Ss341 («Siamo favorevolissimi») e della casa di riposo («Siamo a buon punto, i lavori stanno per partire»). Ma, per ora, c’è il primo grande obiettivo: «Vincere al primo turno? Possiamo farlo».

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