Il femminicidio di Samarate dopo lo stupro di Busto, le donne dicono «Basta»

samarate femminicidio busto stupro

SAMARATE – Due episodi di enorme gravità hanno scosso martedì e mercoledì la provincia di Varese, a Samarate e a Busto Arsizio, confermando che la sicurezza delle donne resta un’emergenza sociale. A Samarate, una donna di 55 anni è stata massacrata dal marito nel cortile di casa; a Busto Arsizio, una ragazzina di 14 anni è stata selvaggiamente picchiata e violentata da un 21enne conosciuto sui social. Due tragedie che impongono di aprire gli occhi su un fenomeno che non può più essere minimizzato. Come diceva Lella Costa a Malpensa lo scorso novembre in occasione di una mostra per sensibilizzare sulla violenza di genere, «femminicidio è una parola che non mi è mai piaciuta ma è diventata necessaria».

Azzurro donna: «Incapaci di reggere un no»

«L’ennesimo femminicidio. Questa volta la vittima è una donna di Samarate. Teresa è stata uccisa per mano dell’ex marito, che non aveva ancora accettato la fine del loro matrimonio e con premeditazione l’ha attesa al ritorno dal lavoro e le ha tolto la vita accoltellandola. Ancora una volta assistiamo all’incapacità di rispettare il no e per questo continueremo a insistere che si attui nelle scuole l’educazione al consenso, perché accanto a pene più severe, che si applicano a reato avvenuto, esista anche la prevenzione alla violenza di genere. Un pensiero va ai due figli di Teresa e alla sua famiglia», queste le parole di condanna per l’assassino e di riflessione sulla tragedia di Maria Elena Invernizzi, Segretario Regionale Azzurro Donna Lombardia.

Romana Dell’Erba «Basta con l’ipocrisia»

Romana Dell’Erba, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dichiara che «di fronte a questi episodi non si può più parlare di casi isolati. Una donna uccisa, una bambina violentata: quante altre vittime serviranno prima che si riconosca che la sicurezza è fuori controllo? Fratelli d’Italia non accetta che la vita dei nostri cittadini, soprattutto delle donne e dei minori, venga sacrificata sull’altare del buonismo o dell’indifferenza istituzionale».
Dell’Erba punta il dito anche contro le falle nel sistema di controllo dell’immigrazione clandestina, che aggravano la situazione: «Ogni giorno assistiamo a crimini efferati. Serve tolleranza zero contro chi delinque. Servono leggi più dure, espulsioni rapide per chi non ha diritto di stare qui, più uomini delle forze dell’ordine per proteggere le nostre strade. L’insicurezza non è un destino inevitabile: è frutto di precise scelte politiche sbagliate che noi intendiamo ribaltare».
Anche il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, ha lanciato l’allarme parlando di una situazione gravissima. «È ora di dire basta all’ipocrisia», prosegue Dell’Erba. «Basta tolleranza verso chi porta violenza e paura nelle nostre città. Fratelli d’Italia continuerà a combattere senza tregua, a partire da Regione Lombardia dove il nostro partito ha posto da tempo il tema sicurezza in cima all’agenda politica: libertà di vivere le nostre città, legalità e difesa delle vittime devono tornare a essere il primo dovere di chi governa. Chi aggredisce una donna o un bambino deve sapere che non troverà nessuna pietà od attenuante. L’impegno del Governo Meloni per introdurre misure ancora più dure e severe contro i femminicidi assume un carattere d’urgenza ed è pienamente da sostenere, senza indugi».

Il quarto femminicidio a Samarate

Il vicesindaco e assessore alle Politiche e ai Servizi Sociali di Samarate, Cinzia Castiglioni, in una nota sostiene che «La comunità samaratese è profondamente scossa e sgomenta per la terribile tragedia avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri, 16 aprile 2025, a Samarate. Purtroppo, siamo costretti a registrare il quarto femminicidio che colpisce la nostra città nel corso degli ultimi anni: nel 2011 fu uccisa Marianna, nel 2022 Stefania e la giovane figlia Giulia, di soli sedici anni, e oggi piangiamo Teresa. Ci troviamo di fronte all’ennesima vita spezzata in modo orribile, al dolore senza fine dei familiari e di tutte le persone che l’amavano, a un atto insensato compiuto dall’autore del crimine, e a una collettività attonita che si stringe nel silenzio e nella condivisione di questa indicibile sofferenza. Questo è il momento del rispetto, della vicinanza, dell’espressione del cordoglio. A noi, come Istituzione, spetta ora il compito di proseguire con determinazione e potenziare tutte le misure di contrasto a qualsiasi forma di violenza contro le donne, affinché tragedie come questa non si ripetano mai più».

Questa sera 17 aprile 2025, dalle 19 nell’Atrio del Palazzo Municipale, l’amministrazione comunale invita i cittadini a partecipare a un momento di riflessione per Teresa e sulla violenza di genere. Viene indetto il lutto cittadino nei giorni 17, 18, 19 aprile 2025 e nel giorno dei funerali.

Basta

«Ancora un femminicidio. L’ennesimo. Ormai la violenza contro le Donne è all’ordine del giorno nella cronaca. Giovani, adulte, anziane non c’è età. Le motivazioni che scatenano la violenza sono diverse per ogni episodio ma ciò che le accomuna è la mancanza di rispetto. E allora è proprio su questo aspetto che bisogna partire. È questo l’insegnamento che deve essere messo in atto, nelle scuole con l’educazione al consenso ma soprattutto deve partire dalle famiglie, dalle donne, dalle mamme, dalle nonne. Noi dobbiamo insegnare il rispetto ai nostri figli con il nostro esempio quotidiano. Il rispetto verso tutto e tutti. Dobbiamo insegnargli che un NO va rispettato in qualsiasi occasione. Azzurro Donna ha combattuto, combatte e combatterà sempre per il rispetto di tutte le donne,  Azzurro Donna ribadisce la propria disponibilità alla risoluzione di ogni problematica femminile e si rende disponibile in tal senso sperando che l’uccisione di Teresa sia l’ultimo femminicidio nazionale. Azzurro Donna Varese esprime la propria vicinanza ai figli e alla famiglia della vittima», ha dichiarato Belinda Simeoni, segretario provinciale Azzurro Donna Varese.

Siete uomini che hanno fallito tutto

«“Se domani sono io, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima” Questi sono i versi di una poesia di Cristina Torres Cáceres che abbiamo sentito tante volte negli ultimi mesi. Beh adesso forse dovremmo distruggere davvero tutto perché è successo, è successo ancora. Un’altra donna è stata uccisa. Teresa non è tornata.  Teresa non sarà l’ultima. Appelli, fiaccolate, marce, minuti di silenzio e minuti di rumore li faremo, continueremo a farli perché gli uomini uccideranno ancora. Perchè sono ancora tanti gli uomini che non accettano dei no, che non accettano di essere lasciati, che pretendono che una donna rimanga nonostante facciano i loro porci comodi urlando,  picchiando, umiliando, tradendo, avendo doppie vite, stuprando. Sono uomini normali, che fanno vite normali, che hanno lavori normali, che vivono nell’appartamento accanto al nostro, che vanno a giocare a calcetto con gli amici e che quando chiudono la porta di casa scatenano l’inferno, ogni giorno, tutti i giorni, per anni. Ma che cosa credono sia una donna? Un’auto di proprietà? Una serva? Una latrina per le loro frustrazioni? Una schiava sessuale? Un fantoccio su cui riversare tutta la loro rabbia di uomini violenti, incapaci di creare una relazione sana, incapaci di dare amore?  Ma perché non stanno da soli?  Pensano che una moglie, una compagna sia roba loro, per sempre, anche quando lei decide di andarsene, magari dopo anni di vessazioni. Pensano che la donna vada controllata, spiata, educata, aggiustata, violentata, malmenata, uccisa se non ubbidisce. Non sono mostri e non sono uomini che sbagliano. Sono uomini che hanno fallito in quanto compagni, in quanto mariti, in quanto padri, in quanto ex mariti ed ex compagni, hanno fallito in quanto uomini e in quanto esseri umani.  Siete uomini che hanno fallito tutto. Sono pochi gli uomini che invece si ribellano a questa cultura della violenza ma ci sono e il loro impegno è importante, importantissimo. Andate avanti così, dobbiamo unire le forze contro i femminicidi. Dobbiamo combattere la violenza tutti i giorni, dappertutto. Lo dobbiamo fare perché siamo tutte e tutti coinvolti», questa la riflessione di Angelo Gaia della segretaria Cgil Varese.

(seguono aggiornamenti) 

Stupro a Busto, la vittima compie 15 anni oggi. Il 21enne: «Era consenziente»

Samarate, accoltellata sotto casa dall’ex marito. Morta Teresa Stabile

Lella Costa a Malpensa: «Femminicidio una parola necessaria»

samarate femminicidio busto stupro – MALPENSA24
Visited 2.302 times, 1 visit(s) today