SAMARATE – La decisione di separarsi dal marito Teresa Stabile, 55 anni, l’aveva presa intorno al novembre scorso. Un rapporto deteriorato quello con il marito Vincenzo Gerardi, 57 anni, che della vita della moglie voleva – stando a quanto ricostruito sinora – controllare ogni aspetto.
Sotto gli occhi dei genitori
Una pizza con i colleghi poteva scatenare un putiferio. Aveva paura Teresa Stabile, e aveva tutte le ragioni. Poco prima delle 19 di ieri, mercoledì 16 aprile, il marito, dal quale era in fase di separazione appunto, l’ha attesa sotto casa in via San Giovanni Bosco a Samarate, accoltellandola a morte infliggendo, se possibile, un danno ancora più grande ai genitori della 55enne che hanno assistito alle disperate manovre di rianimazione del personale sanitario impegnato nel disperato tentativo di salvarla. Una speranza che si è spenta poco dopo l’arrivo all’ospedale di Legnano dove la vittima è morta.
Era andata via da casa
Una donna coraggiosa Teresa Stabile che, nonostante il terrore, aveva dato il via a una separazione necessaria quanto estremamente tesa vista l’incapacità del marito di accettarla. La 55enne si era rivolta all’avvocato Manuela Scalia che, nei mesi, l’ha assistita passo a passo sperando di riuscire a chiudere la vicenda in tempi stretti. Una donna che, per paura, si era rifugiata a vivere a casa dei genitori che risiedono nella villetta accanto a quella dove marito e moglie hanno vissuto.
La denuncia del figlio
Lui, nel frattempo, avrebbe continuato a tormentare la moglie. Tanto da spingere il figlio maggiore a denunciarlo per violenza privata un mese e mezzo fa circa davanti all’ultima prepotenza nei confronti della madre. Gerardi, arrestato ieri sera in flagranza dai carabinieri della compagnia di Busto Arsizio che nella notte, assistito dall’avvocato Francesca Murdolo, avrebbe confessato davanti al Pm Ciro Caramore, tormentava la 55enne tanto da farla temere per la propria vita. L’uomo minacciava di uccidersi se lei non fosse tornata, la aggrediva verbalmente (ed è in corso di accertamento se lo facesse anche fisicamente), sapeva sempre dove si trovava la donna (tanto da far sospettare di averle messo un Gps sull’auto di cui aveva il doppione delle chiavi) e arrivava a posteggiare la propria auto davanti al portoncino del garage di lei così che la vittima fosse costretta a chiamarlo per poter uscire con l’auto e lui potesse così vederla. Ed è proprio davanti all’ennesimo episodio di questo tipo, davanti all’esasperante teatro del box, che il figlio maggiore si era rivolto ai carabinieri.
L’assassino ha confessato
Nei confronti di Gerardi non c’erano provvedimenti restrittivi, ma quella denuncia voleva essere un campanello d’allarme. Teresa Stabile, pur nel terrore, non era sprovveduta, sperava, non provocando il marito con una denuncia diretta, di riuscire a separarsi rapidamente. Cercava di non irritarlo affinché la situazione non diventasse ancora più tesa. Ieri sera le coltellate mortali sferrate con una violenza inaudita e poi la minaccia di farla finita davanti ai carabinieri che hanno dovuto bloccare Gerardi con il taser prima che la situazione precipitasse, arrestandolo subito dopo con l’accusa di femminicidio. L’uomo ha confessato, l’autorità giudiziaria è adesso al lavoro per verificare la sussistenza dell’aggravante della premeditazione.
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