BUSTO ARSIZIO – «Grazie alla Polizia locale questa ragazza è viva. E grazie alla cittadina che non si è girata dall’altra parte». Il sindaco Emanuele Antonelli interviene in apertura di seduta del consiglio comunale per commentare l’inquietante episodio di via Vercelli, dove ieri sera, 14 aprile, una 14enne di origine peruviana è stata violentata e massacrata di botte da un 21enne egiziano con il permesso di soggiorno scaduto. «Andrò a trovarla per offrirgli tutto il supporto dell’amministrazione e della città» annuncia il sindaco.
In sala esagonale
Il caso del giorno irrompe in consiglio comunale, come il sindaco aveva preannunciato. «Mi hanno chiamato tutti i giornali nazionali ma non ho risposto a nessuno – rivela Antonelli – non voglio entrare nel “circo”, ma siamo stanchi e siamo anche preoccupati. Qualcosa sicuramente va fatto». E allora le considerazioni del primo cittadino arrivano nel massimk contesto istituzionale: «Busto Arsizio è stata suo malgrado protagonista per un gravissimo episodio di violenza – le parole del sindaco Antonelli in sala esagonale – una ragazza di 14 anni è stata brutalmente aggredita da uomo di nazionalità straniera. Lei di Busto, lui no, si sono dati appuntamento a Busto. Vorrei esprimere vicinanza alla vittima: ci attiveremo per sostenerla anche attraverso il nostro centro antiviolenza e i servizi sociali».
I meriti
I ringraziamenti del sindaco vanno in primis alla polizia locale: «Si è attivata in maniera esemplare per arrestare l’aggressore. Grazie a voi questa ragazza è viva» le parole di fronte al comandante Stefano Lanna e agli agenti in servizio in aula. «Forse con il taser avrebbero fatto meno fatica – aggiunge Antonelli – hanno dovuto passare la notte insieme a lui, la polizia locale non è attrezzata per trattenere i fermati. Pensavamo già di intervenire ma a questo punto lo facciamo immediatamente perché nella notte è successo di tutto e di più e non si può andare avanti cosi». Ma un ringraziamento va «soprattutto alla cittadina che si è accorta di qualcosa che non andava e non si è girata dall’altra parte, ma ha chiamato le forze dell’ordine salvando la vita della ragazza. Imitate questa cittadina – l’appello del sindaco – meglio una chiamata in più, meglio fare perdere del tempo alla Polizia locale perché se poi c’è veramente qualcosa salviamo delle persone».
La preoccupazione
Ma il sindaco Antonelli non ci sta: «Busto non è quella, non è il degrado, non è la violenza. Anche oggi Busto non è indifferente, è attenta, solidale, presente propositiva e pronta a contestare fenomeni che ci sono lontani. E la stragrande maggioranza dei cittadini condanna senza se e senza ma episodi come questo ma anche quelli, meno gravi, che si sono verificati negli scorsi mesi». E l’amministrazione non sta con le mani in mano, come dimostrano «il tavolo di confronto» sul disagio giovanile nato attorno alla camminata silenziosa che si è svolta solo lo scorso venerdì, ma anche i provvedimenti sulla sicurezza in discussione in consiglio (videosorveglianza, strumenti per la Polizia locale, regolamento di polizia urbana) «Auspico che tutte le forze politiche le condividano in maniera compatta e unanime». Ma non basta: «Vogliamo che Busto sia più sicura – sostiene il sindaco Antonelli – una città in cui le ragazze possano uscire di casa serenamente e i genitori non si preoccupino se vanno a fare un giro in centro». E ancora: «Busto chiede la certezza della pena e che senza tentennamenti siano cambiate leggi per aumentare le pene. La ragazzina sarà segnata per tutta la vita, la pena deve essere assolutamente adeguata».
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