SAMARATE – «Abbiamo il dovere politico e morale di creare un’alternativa». Sergio Broglia, segretario del Pd, pensa al rush finale in direzione del ballottaggio di Samarate. Il partito di punta del centrosinistra, che insieme a Samarate Città Viva e a Giovamenti ha scommesso su Alessandro Ferrazzi, cerca sostegno in vista dell’ultimo step della sfida elettorale: lo scontro con il centrodestra di Enrico Puricelli. «I prossimi giorni – dice Broglia – saranno ovviamente frenetici, per sondare e comprendere le possibilità di
apparentamenti. Che faremo solo se saranno per il bene della città».
Le «convergenze»
Ora è tempo di pensare al ballottaggio e alle «possibili convergenze». Termine che Broglia preferisce ad alleanze («Suona meglio»). Sì, perché l’obiettivo è creare «un’alternativa che possa sostituire, con i numeri e non solo con le intenzioni, coloro che hanno male amministrato negli ultimi 14 anni». Nelle campagne elettorali, prosegue, «ci si impegna per vincere e per sconfiggere qualcuno, ma in politica spesso si devono trovare convergenze per camminare insieme e per costruire qualcosa di nuovo». Aggiunge: «Ovviamente noi come Pd abbiamo già dei nomi da proporre al nostro candidato sindaco come possibili assessori. Nomi che rispettano le tre qualità che, come segretario, ho richiesto all’inizio della campagna elettorale: un certo grado di esperienza e competenza, la giusta disponibilità di tempo e la capacità di creare empatia con i funzionari e con tutti i dipendenti comunali. Persone cioè giuste al posto giusto, e non dilettanti allo sbaraglio».
Il gioco di squadra
Nel frattempo, Broglia si dice «soddisfatto» per il primo obiettivo raggiunto. «Il ballottaggio era il risultato minimo che ci eravamo prefissati come coalizione, e dopo i risultati delle Europee certamente non era scontato». Ciò che ha fatto la differenza per il Pd «è stata la qualità della lista (oltre al candidato sindaco, a cui vanno i nostri complimenti e ringraziamenti). Una donna giovane ma già con una lunga esperienza politica e un grande impegno sociale come capolista è stato un segnale importante, e i voti di preferenza hanno confermato la bontà di questa scelta». Ma anche «l’inserimento di elementi giovani e rappresentativi a loro volta del mondo associativo sono stati una marcia in più. E poi ha premiato il gioco di squadra. Si è lavorato in sintonia».
