MILANO – A notte fonda, il Consiglio comunale di Milano ha dato il via libera definitivo alla cessione dello stadio Giuseppe Meazza a Milan e Inter, accettando l’offerta congiunta delle squadre pari a 197 milioni di euro. Questa decisione arriva proprio allo scadere dell’ultimatum imposto dai club. La votazione si è conclusa con 24 voti a favore della maggioranza e 20 contrari. L’approvazione è stata resa possibile da un’alleanza tattica che ha visto Forza Italia uscire dall’Aula, abbassando così il quorum necessario e garantendo al Partito Democratico, che da solo non aveva i numeri sufficienti, il successo della delibera.
L’approvazione non è stata incondizionata, ma è passata attraverso l’accoglimento di diversi emendamenti che vincolano i club a ulteriori impegni per la città. Alle squadre vengono richieste maggiori risorse e il mantenimento della regia al Consiglio comunale. Verranno istituite white list per le imprese coinvolte nel progetto, in aggiunta alle misure già previste per il contrasto alla criminalità organizzata.
Inoltre, l’accordo prevede lo stanziamento di 14 milioni di euro aggiuntivi per progetti di sostenibilità ambientale. Le società acquirenti dovranno garantire l’adozione di misure per l’accessibilità, l’inclusione e la lotta a ogni forma di discriminazione, limitando a 5 milioni di euro le spese per le eventuali bonifiche nel Parco dei Capitani.
Il futuro dello stadio simbolo di Milano
Dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, lo storico impianto, a cent’anni dalla sua inaugurazione, verrà abbattuto per far posto a una struttura moderna e funzionale, un nuovo stadio presumibilmente firmato dall’archistar britannico Norman Foster. Il nuovo impianto da 71.500 posti, che costerà circa 700 milioni di euro, sarà parte di un più ampio progetto di rigenerazione urbana del valore complessivo di circa 1,2 miliardi di euro, destinato a integrare parcheggi, negozi, ristoranti e persino hotel di lusso. Del vecchio Meazza, conosciuto come la Scala del Calcio, resterà solo un segmento della curva Sud, trasformato in un museo celebrativo.
Il lungo dibattito in Aula, durato quasi 12 ore, non è stato esente da polemiche e proteste esterne, specie alla luce delle recenti inchieste giudiziarie sul Comune, che riguardano proprio l’urbanistica. Al termine della seduta, il sindaco Giuseppe Sala ha espresso la sua soddisfazione per l’esito della votazione. La delibera pone fine a una discussione che si trascinava da oltre sei anni. Inizialmente i progetti proposti dai club erano stati rivisti e limitati, e dopo la pausa forzata dagli anni del Covid, la discussione era ripresa nel 2022 con una forte opposizione che chiedeva la riqualificazione del vecchio stadio, un’ipotesi che le squadre hanno sempre respinto. Per superare l’impasse, nel 2024 il sindaco Giuseppe Sala aveva proposto la vendita dell’area, vincolando il progetto del nuovo stadio a una riqualificazione del quartiere a carico degli acquirenti, trovando come unici offerenti proprio Milan e Inter.
Le clausole
Il Comune ha imposto la clausola dell’“earn out”, richiedendo una percentuale sulle plusvalenze in caso di rivendita a terzi entro cinque anni, mentre i club, in considerazione delle indagini aperte dalla Procura di Milano nel 2025, hanno inserito una clausola di sospensione del contratto in caso di avvio di procedimenti penali. Palazzo Marino interverrà con 22 milioni di euro per gli interventi collaterali come bonifiche, realizzazione del verde profondo e riqualificazione del tunnel Patroclo. Ora, la palla passa definitivamente a Milan e Inter, chiamate a dare seguito alla “pratica amministrativa non banale”.
