Cerca chi gli salvò la vita a San Siro: «Che emozione conoscere il dottor Geddo»

Massimo Luciano e il dottor Alessandro Geddo

LONATE POZZOLO – Minuto 40 di Inter Udinese, partita di Coppa Italia del 19 dicembre 2024. E’ in quel momento che il cuore di Massimo Luciano smette di battere.

Pochi giorni dopo il caso del giocatore della Fiorentina Edoardo Bove, di nuovo il rischio di una tragedia allo stadio. Sugli spalti questa volta, dove Massimo Luciano accusa il malore. «E se non fosse stato per l’intervento del dottor Alessandro Geddo e dello staff sanitario – racconta il tifoso nerazzurro – oggi non sarei qui a raccontarlo». Riavvolgiamo il nastro del tempo.

Il racconto

Massimo Luciano abita in un paese in provincia di Torino e decide di vivere una serata a San Siro con la sua squadra del cuore in campo e insieme al figlio. Ma anche questo dettaglio sarà il figlio a ricostruirlo nei giorni a seguire. «Perché – racconta l’uomo di 54 anni – io ho un vuoto. Un buco nero che parte dal momento in cui sono uscito dal lavoro quel giovedì 19 dicembre e arriva fino al lunedì successivo, quando mi sono risvegliato in ospedale».

Non ricorda nulla: niente dello spezzone di partita che è riuscito a vedere, niente della coreografica scenografia che sa regalare San Siro, soprattutto a chi non lo frequenta assiduamente. «Il mio primo ricordo – continua Massimo Luciano – è quando ho rivisto mia moglie e mio figlio in ospedale». A quel punto l’uomo è cosciente e la sua vita può riprendere. Anzi, non si è mai interrotta – vuoto di memoria a parte – grazie all’intervento del dottor Geddo.

«Tutto quello che so di ciò che mi è accaduto è perché me l’ha raccontato mio figlio o l’ho letto sui tanti articoli di giornali che hanno parlato di quanto accaduto. E così sono venuto a sapere dell’intervento decisivo del dotto Geddo che ho voluto rintracciare».

La telefonata

Massimo Luciano fa un giro di telefonate e riesce a recuperare il contatto telefonico del dottore che, oltre che responsabile del Servizio Sanitario di San Siro durante tutte le manifestazioni sportive e primario dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore degli istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni di Lonate Pozzolo.

Ed è proprio Massimo Luciano a raccontare le emozioni della telefonata. «Quando mi ha risposto il dottor Geddo mi sono assicurato che fosse proprio il medico che il 19 dicembre scorso era intervenuto a San Siro. Quando mi ha detto di sì, allora mi sono presentato dicendo: “E io sono colui al quale ha salvato la vita”. La mia voce era rotta dall’emozione, ma a quel punto anche quella del dottore. E’ stato un momento davvero intenso. Mi ha fatto molto bene».

Luciano ha poi detto al dottor Geddo di voler tornare a San Siro, «in primavera. E ci siamo anche ripromessi di incontrarci lì, proprio dove la mia vita è stata salvata grazie a un massaggio cardiaco di 7 minuti».

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