MILANO – Attimi di paura a San Siro durante la partita di Coppa Italia tra Inter e Udinese quando sugli spalti un tifoso ha accusato un malore. Partita sospesa e intervento immediato dei sanitari: massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo del defibrillatore e vita salvata. Decisivo l’intervento dello staff sanitario del Meazza coordinato dal dottor Alessandro Geddo, responsabile del Servizio Sanitario di San Siro durante tutte le manifestazioni sportive e primario dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore degli istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni di Lonate Pozzolo.
L’accaduto
Minuto 41, calcio d’angolo a favore dell’Inter sotto la curva Sud. Il tifoso accusa il malore e lo stadio si ammutolisce nel giro di pochi secondi. I giocatori capiscono cosa sta accadendo e fermano la partita, intanto intervengono i sanitari che praticano subito il massaggio cardiaco. Poco dopo arriva il defibrillatore. Lo stadio cerca di capire, con apprensione, cosa stia accadendo fino a quando l’uomo viene caricato sulla barella e portato in ospedale. Vita salvata.
Il massaggio cardiaco unica manovra salva vita
Il dottor Geddo in occasione di quanto avvenuto poche settimane a Edoardo Bove, giocatore della Fiorentina che si accasciato in campo durante Fiorentina Inter, aveva spiegato in un intervista a Malpensa24 che in caso di malore l’unica manovra salva vita da applicare immediatamente è il massaggio cardiaco, questo perché nel sangue, per i primi 5 – 6 minuti da quando il cuore ha smesso di battere, è presente una riserva di ossigeno ancora legata all’emoglobina. Il primo problema da risolvere quindi è far tornare a circolare il sangue così da non interrompere il flusso circolatorio e preservare le cellule cerebrali.
