SARONNO – Da ieri sera (giovedì 26 settembre) c’è un grosso guaio in piazza Repubblica. E’ bastata un’assenza, non giustificata, di Marta Gilli per mandare a carte 48 la seduta del consiglio comunale per mancanza del numero legale.
Può succedere? Certo che può succedere. Ma se il “bidone” viene “tirato” alla vigilia delle elezioni provinciali in cui Gilli senior, l’ago della bilancia che tiene in piedi la maggioranza di centrosinistra guidata da Airoldi, è candidato per Villa Recalcati, si capisce bene che la risposta è: «Non sarebbe dovuto succedere, ma ora il segnale politico è chiaro». Chi ha orecchie per intendere, intende. Andiamo con ordine.
Gioia effimera
L’allegra macchina da guerra del centrosinistra, che ha liquidato i Fagioli boys e la Lega dalla guida della città, si è subito dimostrata una banda del buco. Nel senso che dopo qualche mese di vita ha preso a perdere pezzi importanti della composita squadra di governo. Fino ad arrivare ad avere un’incollatura di vantaggio. Un unico voto in più su una minoranza che, seppur divisa, è però cresciuta nei numeri. E quel voto in più è proprio patrimonio Gilli. Un voto che pesa.
Provincia o a casa
Ora Pierluigi è stato candidato per il rinnovo del consiglio provinciale nella lista La Provincia al centro. Per approdare a Villa Recalcati, visto che la concorrenza esterna, ma soprattutto interna alla lista (che raccoglie tutte le anime di un centro politico sempre più polverizzato), è combattiva ha bisogno di un largo consenso. E quindi servono voti e in particolare voti pesanti. Senza giri di parole: quelli dei consiglieri di Saronno che, in quanto grande città, pesano in termini di ponderazione 264 voti ognuno.
Insomma Gilli ha bisogno di un numero di preferenze ben più ampio di quelle che gli possono garantire i consiglieri della sua stretta orbita politica. Gli serve, per dirla fuori dai denti, anche il sostegno di chi magari preferirebbe (per sensibilità politica) sostenere qualche altro candidato di qualche altra lista. Diciamo qualche preferenza di consiglieri piddini che amministrano la città insieme a lui. E, i maligni, dicono che l’assenza di Marta Gilli in consiglio sia stato un modo per ricordarlo a tutta la maggioranza.
Due piccioni con un non voto
Bene. Anzi no. Perché gli insider dicono che il Partito Democratico saronnese sia quasi disposto a fare harakiri, ovvero non sostenere Gilli in Provincia e dare vita così a un effetto domino in Comune a Saronno che potrebbe portare alla fine anticipata del mandato di Augusto Airoldi. Il sindaco, infatti, anche all’interno del suo maggior azionista (il PD), non gode più di una solida fiducia. Tanto che c’è chi è pronto a giurare che i dem abbiano in tasca anche il nome (una donna) da schierare come candidato sindaco per il dopo Airoldi.
Exit strategy
Possibile che il Partito Democratico stia pensando a un’exit strategy dall’Airoldi band? Possibile che i dem saronnesi siano disposti a rigiocare in anticipo la partita elettorale senza cespugli e cespuglietti che gli hanno garantito la vittoria, ma che si sono rivelati rovi di spine?
Si, perché dentro al PD c’è la convinzione che sull’altra sponda (il centrodestra) al momento ci sia grande desolazione più che confusione e che quindi la partita del voto anticipato si potrebbe giocare e vincere. Ma i conti, in politica quadrano sempre in teoria. In pratica è tutto da vedere. A partire da lunedì 30 settembre, dopo l’esito delle provinciali a Villa Recalcati e in consiglio comunale a Saronno dove è stata riconvocata la seduta andata a gambe all’aria.
