SARONNO – La Guardia di Finanza di Varese ha smascherato la contabile di una Fondazione culturale di Saronno (che gestisce il teatro cittadino) che aveva sottratto ingenti somme di denaro dell’ente pubblicistico e li aveva utilizzati per spese personali e viaggi (attraverso incasso di bonifici, distrazioni di denaro contante e prelevamenti allo sportello utilizzando la carta aziendale).
Le indagini svolte dai finanzieri della Compagnia di Saronno con il coordinamento del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Busto Arsizio Nadia Calcaterra, hanno permesso, dopo puntuali e scrupolosi riscontri, di ricostruire le ingenti operazioni distrattive illecite.
Prelievi e conti svuotati
L’attività è partita nel mese di ottobre scorso quando il Presidente della Fondazione, finanziata in via esclusiva dal Comune, ha sporto denuncia contro la dipendente. La Fondazione che gestisce il Giuditta Pasta si accorse dei considerevoli ammanchi quando chieste alla banca un finanziamento che l’istituto di credito negò a causa delle condizioni decisamente poco ottimali dei conti. La contabile, approfittando del ruolo rivestito e dell’esperienza maturata, si sarebbe appropriata di risorse finanziarie dell’ente pubblicistico, di cui aveva piena disponibilità, eseguendo prelevamenti ingiustificati (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro); successivamente dalla Guardia di Finanza è stata svolta una capillare analisi dei conti correnti e delle movimentazioni di denaro raffrontate con la rendicontazione degli incassi della biglietteria della Fondazione, che ha consentito la ricostruzione di un importo del reato predatorio nettamente superiore a quello inizialmente segnalato all’atto della denuncia.
Lo shopping con la carta aziendale
La dipendente, inoltre, avrebbe fatto ripetuti acquisti su alcuni Market Place e app dedicate allo shopping con carta aziendale. Davanti al Pm Calcaterra la donna ha ammesso gli addebiti (punterebbe ad un patteggiamento e si sarebbe anche resa disponibile a risarcire, condizione senza la quale non potrebbe accedere ad un rito alternativo) rifiutando, però, di specificare cosa abbia fatto dei denari sottratti. Agli inquirenti risulta con certezza l’acquisto online di pantaloni e maglioni per poco meno di 900 euro.
“Prelevati” 440mila euro
In totale, sono stati sottratti illecitamente circa 350 mila euro dalla cassa della biglietteria, 7.200 euro dall’incasso di assegni bancari e 82.000 euro da prelievo allo sportello con carta aziendale, il tutto mascherato contabilmente attraverso ingegnose scritture contabili.
