VARESE – In piazza per chiedere di cambiare la manovra di bilancio. Cgil e Uil sfileranno in corteo venerdì 29 novembre a Varese in occasione della giornata di sciopero generale indetta a livello nazionale dalle due sigle. I temi al centro della mobilitazione sono stati presentati dai due segretari territoriali Stefania Filetti e Antonio Massafra questa mattina, martedì 26 novembre.
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In occasione dell’iniziativa di sciopero per l’intera giornata e intero turno di lavoro si svolgerà il corteo con concentramento alle 9 in piazza Repubblica e partenza alle ore 9.30. Il percorso toccherà corso Matteotti e via Sacco per raggiungere piazza Libertà, dove davanti a Villa Recalcati si terranno gli interventi dei delegati e dei due segretari provinciali. «Quello che prevede la manovra – commenta Stefania Filetti – è una programmazione alla stagnazione economica, invece visto il momento internazionale servirebbe un rilancio degli investimenti. Qui non c’è uno straccio di ipotesi di politiche industriali rispetto alla necessaria rivoluzione digitale da cui saremo travolti se non siamo attori. Anzi gli studiosi ci dicono che siamo in ritardo: idem per le scelte sull’impatto ambientale». Allo sciopero si arriva dopo numerose assemblee nei vari settori, dal metalmeccanico al commercio fino alla scuola. «Io lo dico nelle assemblee – continua Filetti – nessuno pensa che una finanziaria è una bacchetta magica, ma che dia un indirizzo nel quale costruire un percorso di sviluppo pur faticoso che sia, con una certa lungimiranza per i lavoratori, lavoratrici e pensionati attuali e di domani, soprattutto i giovani: questo noi non lo vediamo».
Salari e pensioni
«Chiediamo uno sforzo perché vogliamo guardare al futuro delle nuove generazioni – osserva Antonio Massafra – secondo noi questa manovra non dà una prospettiva al paese. Siamo di fronte a dei cambiamenti epocali: la concorrenza della Cina e i costi energetici stanno mettendo in forte difficoltà anche un paese come la Germania. Noi siamo la seconda nazione manifatturiera e se va in difficoltà la Germania a cascata va in difficoltà anche tutta la nostra catena manifatturiera. Quando parliamo di investimenti che guardano al futuro parliamo anche dell’intelligenza artificiale: la Cina ha già investito 400 miliardi di dollari, gli Usa 500, l’Europa 2 miliardi, l’Italia 1,2: noi non abbiamo una visione del futuro». C’è poi il tema delle pensioni, a partire dalle minime, con un aumento di 3 euro al mese «che grida vendetta», dice Massafra. «Abbiamo chiesto di aumentare i salari e le pensioni e di mettere in piedi un vero piano per finanziare la sanità. È vero che hanno messo dei soldi, ma se vogliamo guardare ai prossimi anni quei soldi non bastano: abbiamo chiesto di mettere 7 miliardi, non 2 miliardi e mezzo». Sulle pensioni «si sta peggiorando la riforma Fornero – continua il segretario Uil – qualcuno si è fatto la campagna elettorale dicendo che voleva cancellarla e invece vengono peggiorate le condizioni dei lavoratori. Per finanziare tutto questo i soldi bisogna prenderli da dove ci sono: dagli extraprofitti e dal recupero dell’evasione fiscale».
Non ci sarà (anche stavolta) la Cisl
Come già avvenuto negli ultimi due anni lo sciopero anche stavolta non sarà unitario. Una questione a cui Cgil e Uil non si sottraggono. «C’è una visione diversa dell’idea e del significato stesso della confederalità – commenta Stefania Filetti – di questo ne parliamo in maniera molto franca con i colleghi della Cisl: è una libera scelta il decidere a un certo momento di modificare il proprio percorso e la propria storia. Noi confermiamo che l’idea del sindacato in rappresentanza di lavoratrici, lavoratori e pensionati deve avere all’interno il più alto valore della confederalità, cioè tenere insieme gli interessi di chi lavora e di chi è in pensione per far fare un passo in avanti nello sviluppo dell’intero paese. Invece c’è qualcun altro che preferisce avere un’idea più corporativa delle dinamiche di rappresentatività. E nelle dinamiche corporative non c’è dubbio che ci indeboliamo da questo punto di vista».
Sciopero generale il 29 novembre, a Varese 8 ore di stop per gli autobus
sciopero generale manovra varese – MALPENSA24
