MILANO – Si chiude con cinque patteggiamenti il capitolo milanese dell‘inchiesta sul giro di scommesse clandestine che ha scosso il mondo del calcio professionistico. Davanti alla gup di Milano, i principali indagati hanno concordato pene tra i due anni e i due anni e sei mesi, mettendo la parola fine a un sistema che vedeva coinvolti diversi volti noti della Serie A.
L’inchiesta
L’indagine è nata nell’autunno del 2023 a Torino. Tutto è iniziato con l’analisi dei dispositivi mobili di Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, sequestrati nel settembre di quell’anno. Da quelle chat, che inizialmente sembravano limitate a pochi singoli, è emerso un reticolo di contatti e transazioni che ha portato gli inquirenti dritti a Milano, dove il fascicolo è stato successivamente trasferito per competenza territoriale sotto la direzione dei magistrati meneghini. Il cuore del meccanismo ruotava attorno a Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, ritenuti i gestori delle piattaforme illecite. I due hanno patteggiato rispettivamente 2 anni e 3 mesi e 2 anni. Per entrambi, le pene sono state già convertite in lavori di pubblica utilità con la revoca delle misure cautelari, come confermato dal loro legale.
Pene più alte, pari a 2 anni e 6 mesi, sono state applicate ai responsabili della fase di riciclaggio: Antonio Scinocca e Antonino Parise, vertici della gioielleria milanese Elysium Group, insieme all’ex socio Andrea Piccini. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, la gioielleria fungeva da “lavatrice” per i debiti di gioco. I calciatori simulavano l’acquisto di orologi di lusso mai consegnati, effettuando bonifici tracciabili che servivano in realtà a saldare le perdite accumulate sui siti illegali, principalmente giocando a poker online. L’operazione ha permesso inoltre il recupero di circa 800mila euro, parte di una confisca complessiva disposta per 1,5 milioni di euro che ha colpito conti correnti e proprietà immobiliari degli indagati.
Gli sportivi coinvolti
Per quanto riguarda gli atleti coinvolti — tra cui figurano nomi come Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci — la posizione penale si sta risolvendo attraverso l’istituto dell’oblazione. Pagando una sanzione pecuniaria, i giocatori chiuderanno la loro pendenza con la giustizia ordinaria, ferma restando l’assenza di scommesse sulle proprie partite. Percorso differente per Fagioli e Tonali: per loro l’accusa non riguarda solo le puntate illecite, ma anche l’attività di promozione delle piattaforme verso i colleghi, un’aggravante che rende necessario il patteggiamento invece della semplice sanzione amministrativa.
