VARESE – Ha fatto tappa alla Fondazione Molina nel pomeriggio di oggi, giovedì 13 novembre, l’unità mobile per lo screening mammografico, un progetto nato in co-progettazione tra Ats Insubria e Asst Sette Laghi, con le associazioni Varese per l’Oncologia e Caos, in linea con le recenti indicazioni di Regione Lombardia. 54 in totale (4 ospiti, 30 dipendenti e 20 familiari) le donne che hanno aderito alla possibilità di effettuare un esame mammografico gratuito.
Obiettivo raggiungere 500 pazienti
Quello del Molina è il secondo appuntamento del progetto che era partito qualche settimana fa con la prima tappa presso un’azienda di Induno Olona: 35 le donne che avevano aderito in quel caso. «Ad oggi abbiamo raggiunto così quasi 90 donne che non avevano mai partecipato agli screening – ha commentato il direttore generale di Ats Insubria Salvatore Gioia – la prossima tappa sarà in un Comune in cui c’è meno rispondenza sugli screening. Con il sindaco e gli mmg arruoleremo pazienti che non hanno mai risposto. E poi seguiranno altre tappe: il nostro obiettivo è raggiungere 500 pazienti». La Regione intende estendere la progettualità su tutto il territorio di Ats, cioè nelle Asst Sette Laghi, Valle Olona e Lariana. L’obiettivo è proprio quello di intercettare le donne che finora non hanno partecipato ai percorsi di screening, soprattutto nei contesti lavorativi e nei territori più periferici.
Tappa al Molina
«Siamo felici di essere coinvolti – ha detto il presidente della Fondazione Molina Michele Graglia – facciamo parte del cuore pulsante della comunità, un’iniziativa estremamente importante che siamo lieti di sostenere». Il direttore generale Carlo Nicora ha citato i numeri della partecipazione, sottolineando che la comunità del Molina si è riunita intorno a un progetto di prevenzione. Per Regione Lombardia presente Silvia Deandrea della Direzione generale Welfare: «Questo progetto è un modello innovativo nel panorama regionale e rafforza la rete lombarda, inserendosi pienamente nelle strategie nazionali di prevenzione oncologica».
Il terzo settore
Quindi le voci del terzo settore. «Abbiamo destinato oltre 20mila euro al progetto perché crediamo che la prevenzione debba entrare nella quotidianità delle donne, come gesto di rispetto e investimento nel futuro», ha detto Nicoletta Ferloni, presidente di Varese per l’Oncologia. «Questo progetto cambierà il rapporto tra l’individuo, la società e la malattia e io da paziente sono onorata che si parta da Varese con Ats, Asst, Regione Lombardia e gli enti del terzo settore», ha aggiunto Adele Patrini, presidente di Caos. L’unità mobile è dotata di connessione internet per consentire l’accettazione diretta a bordo a cura dei professionisti di Asst Sette Laghi. Le immagini radiografiche vengono lette da due specialisti radiologi di Asst per garantire la consueta accuratezza diagnostica.
Unità mobile di Ats Insubria per gli screening mammografici: il via da Varese
screening mammografico donne varese – MALPENSA24
