Senologia, la comunità scientifica italiana a Varese con la regia dell’Insubria

senologia varese insubria

VARESE – La città giardino si conferma punto di riferimento nazionale per la senologia. Varese ha ospitato il convegno nazionale “Senonetwork – Incontro dei Centri di Senologia 9.0”, promosso dall’Università dell’Insubria, che ha portato in città professionisti da tutt’Italia per un confronto scientifico su prevenzione, diagnosi e trattamento del tumore mammario, con un approccio personalizzato e centrato sulla persona.

Il ruolo delle Breast Unit

L’evento, coordinato da Francesca Rovera, presidente della Scuola di Medicina e direttrice del Centro di Senologia dell’Università dell’Insubria nonché responsabile della Breast Unit di Asst Sette Laghi, e da Mario Taffurelli, responsabile della Senologia dell’Università di Bologna e presidente di Senonetwork, si è svolto all’Unahotels con il patrocinio di Università dell’Insubria, Asst Sette Laghi e Regione Lombardia. Nel corso di quattro sessioni con la partecipazione di una faculty ampia e altamente qualificata, sono stati affrontati temi di grande attualità per la senologia contemporanea: dal ruolo delle Breast Unit e dei registri nazionali alle innovazioni tecnologiche, fino all’impiego dei test genomici e alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale in ambito diagnostico. Ampio spazio è stato dedicato al confronto tra esperienze regionali e all’evoluzione dei percorsi di cura, in un’ottica di appropriatezza clinica e integrazione multidisciplinare.

La forza della rete

«Desidero esprimere grande soddisfazione per il convegno di Senonetwork – sottolinea Francesca Rovera – è stato un appuntamento di alto livello, ricco di contenuti, confronto e partecipazione. La qualità degli interventi e il coinvolgimento dei numerosi presenti confermano la forza della nostra rete. I risultati ottenuti ci incoraggiano a proseguire con entusiasmo nel miglioramento continuo della cura del tumore alla mammella, mantenendo sempre la paziente al centro della gestione multidisciplinare». I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali. «La senologia è uno degli ambiti più avanzati e complessi della medicina contemporanea – ha evidenziato la rettrice del’Insubria Maria Pierro – in cui ricerca scientifica, innovazione tecnologica e attenzione alla persona si intrecciano in modo inscindibile. Iniziative come Senonetwork rafforzano il ruolo dell’Università nella formazione, nella ricerca e nel dialogo con il sistema sanitario e il territorio, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità di vita delle pazienti». 

Sanità e territorio

Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, ha delineato un quadro più ampio: «La sanità lombarda deve continuare a essere modello di eccellenza non solo per la qualità clinica, ma anche per l’ascolto delle persone e l’integrazione dei servizi sul territorio». La direttrice sanitaria di Asst Sette Laghi Adelina Salzillo ha portato l’attenzione sui temi ospedalieri: «La Breast Unit rappresenta un valore centrale per la nostra Azienda sociosanitaria, che siamo fortemente impegnati a valorizzare per mantenere il livello dell’offerta assistenziale ai massimi standard. Un valore così importante, a cui contribuisce in maniera decisiva anche il Terzo Settore, da spingerci a lavorare per portare i servizi della Breast Unit sempre più sul territorio».

La centralità della persona

Il convegno ha rappresentato anche un momento di riflessione sull’umanizzazione delle cure e sulla centralità della persona nel percorso diagnostico-terapeutico. Una tavola rotonda, con il coinvolgimento delle associazioni di pazienti e del terzo settore ha messo in luce il valore della presa in carico globale della persona, il ruolo dello psiconcologo integrato nel team multidisciplinare, del caregiver e del lavoro in équipe, nonché l’importanza del rapporto con il territorio. Come ha evidenziato Adele Patrini come delegata della Federazione delle associazioni di volontariato oncologico della Lombardia oltre che presidente di Caos, «il confronto ha confermato il valore delle reti collaborative come strumento fondamentale per garantire cure sempre più efficaci, omogenee e basate sulle evidenze scientifiche».

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