Sesto Calende, la maggioranza nega la crisi. Il centrodestra: «Divisi e confusi»

Sesto calende dimissioni comune

SESTO CALENDE – Un presidente del consiglio comunale e un consigliere di maggioranza che lasciano dopo solo 16 mesi di mandato, un assessore (alla Comunicazione) che sbatte la porta senza spiegare pubblicamente il motivo, un comunicato stampa – arrivato soltanto dopo che è trapelata la notizia delle dimissioni – in cui non si annuncia nemmeno chi subentrerà al suo posto. Se, come ha spiegato il sindaco di Sesto Calende Betta Giordani, il triplo passo indietro nel centrosinistra «si innesta nel percorso di avvicendamenti annunciato», perché non si conosce ancora il nome del nuovo assessore e l’eventuale rimpasto di deleghe per provare a sopperire alle numerose lacune emerse nel primo anno di amministrazione? 

Negare l’evidenza 

Eppure la tesi del centrosinistra è negare l’evidenza a ogni costo, come se i malumori dell’assessore Michele Ponti non fossero trapelati oltre le mura di palazzo. A esporsi pubblicamente è il vicesindaco Giorgio Circosta. «No, non c’è alcuna crisi in atto», scrive sui social. «Ogni percorso amministrativo conosce momenti di cambiamento: sono passaggi naturali e fisiologici, che fanno parte della vita di una maggioranza e del suo percorso di crescita». Il resto sono parole di circostanza: «Questi cambiamenti portano nuove energie, nuove idee e nuove responsabilità, nel solco di un progetto che resta solido e condiviso. Sesto Futura continua a lavorare con serenità, convinzione e senso di squadra, per una città umana e una politica meno urlata. Con la stessa passione di sempre, avanti insieme fino alla fine». 

Crisi conclamata 

I primi a non credere alle sue giustificazioni sono i consiglieri di minoranza (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia) che, in una nota congiunta, esprimono «preoccupazione di fronte agli evidenti scricchiolii che stanno attraversando la maggioranza che governa la nostra città». Le dimissioni dell’assessore Michele Ponti, del presidente del Consiglio comunale Barbara Mercalli e del consigliere Cristian Gnodi rappresentano secondo il centrodestra «un segnale chiaro di una crisi politica ormai conclamata, che si traduce in un ulteriore rallentamento dell’attività amministrativa». Le parole di Circosta vengono definite frasi di circostanza («riteniamo poco credibile la giustificazione di un rimpasto programmato dopo solo un anno e mezzo di mandato, per far fare esperienza amministrativa a nuove figure») e invitano il centrosinistra a smetterla di trattare la città di Sesto Calende come un banco di prova o una palestra politica. «Dopo un anno e mezzo di amministrazione, questa situazione appare ancora più assurda e preoccupante. È il segno evidente di una maggioranza divisa e confusa, più concentrata sugli equilibri interni che sui reali bisogni della comunità».

Dimissioni a raffica: si apre la crisi nel centrosinistra di Sesto Calende

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