SESTO CALENDE – Una conquista a metà. E con un candidato, lo sfidante, che c’è ma non si vede. A Sesto Calende vince Cesare Zacchetti. Ma Fratelli d’Italia è spaccata in due. Da una parte, l’eletto presidente di circolo che insieme alla squadra detta la linea politica. Dall’altra, i rappresentanti del partito in consiglio comunale – Mario Boatto e Marco Limbiati – che non hanno alcuna intenzione di seguire direttive. E lo hanno detto esplicitamente oggi, 22 marzo, durante il congresso. Congresso che è stato tutt’altro che una passeggiata. Ma che, anzi, ha riportato a galla le tensioni interne accumulate nell’ultimo anno.
Sorpresa: si vota
In ordine. Dopo il commissariamento del 2024, Zacchetti ci ha riprovato. E ci è riuscito, l’hanno stabilito le urne. Ha vinto contro un avversario (letteralmente) fantasma: assente per «impegni personali improrogabili» Massimo Oldrini, il candidato sostenuto dai Fratelli consiglieri in aula. Insomma, tra presenti e assenti la sfida è passata comunque dalle urne. Creando il caos. Sembrava infatti che, all’ultimissimo momento, si fosse trovata una quadra intorno alla candidatura unitaria di Zacchetti in cambio di una ripartizione dei posti nel direttivo. Invece no, sorpresa: si vota.
I consiglieri si staccano
Anche durante i lavori del congresso ci sono stati alti e bassi, tra sorrisi di circostanza e qualche parola affilata. Si discute sulle candidature presentate, sulle persone che hanno diritto al voto, sulle modalità. Qualcuno sbuffa, qualcuno scuote la testa. Ci sta. Ma alla fine dei conti, Fratelli d’Italia prende due direzioni diverse. Nel suo intervento, il consigliere Limbiati non solo ha espressamente chiesto supporto a Oldrini, ma non ha risparmiato frecciate. Ha parlato di «figure che hanno fatto dello scontro con esponenti storici del centrodestra sestese una missione quotidiana». E ha insistito sulla necessità di «lavorare sui contenuti nelle sedi opportune, evitando di vestire i panni di provocatori e mettendo in imbarazzo il nostro movimento di fronte ai cittadini e agli alleati storici». Di più: «Non possiamo ignorare che alcune figure interne hanno cercato di minare il partito, alimentando divisioni e danneggiando la nostra immagine. Questo fuoco amico non può essere dimenticato. Chi ha tentato di indebolire FdI dovrà fare i conti con la verità dei fatti». Fino all’affondo: «Alcuni di coloro che oggi ambiscono a guidare nuovamente il direttivo hanno stretto alleanze ambigue e sono sospettati di essere coinvolti con profili anonimi che hanno attaccato il nostro gruppo consiliare sui social. Aspetto che non possiamo ignorare». E così via. Ma oltre i discorsi davanti alla platea, ci sono i commenti a margine del congresso. E c’è chi dice: «Meglio perdere a testa alta».
Pellicini vuole unità
Insomma, FdI a Sesto naviga ancora in acque più turbolente di quelle che scorrono placide nel Ticino. Necessario l’intervento del presidente provinciale Andrea Pellicini: «L’interazione positiva tra il circolo e i consiglieri comunali è la base, non potranno mai essere due cose distinte. Non devono esistere azioni diverse. Si è fatto riferimento alle ruggini del passato, che non si possono negare. Ma questo è un momento fondativo, non possiamo andare avanti pensando a quello che è successo». Un Pellicini spesso accigliato, che ha dovuto gestire con polso anche momenti, seppur brevi, di tensione.
I presenti
Zacchetti torna alla guida del partito. Presentando la sua mozione si è concentrato su diversi aspetti di Sesto su cui lavorare. Dal turismo allo sport, fino ai giovani e al commercio. Ma anche sul tema sicurezza, molto dibattuto in città.
Oltre ai momenti di confronto, anche quelli di sostegno da parte di diverse personalità del partito. Sono passati infatti l’europarlamentare Mario Mantovani, la sottosegretaria Paola Frassinetti, l’onorevole Andrea Mascaretti, il consigliere regionale Romana Dell’Erba. Ma anche l’ex commissario Daniele Consonni o esponenti dei vicini territori come la sommese Manuela Scidurlo. Ma anche i vergiatesi Sarah Carlini e Maurizio Buso. Degli altri partiti, in sala c’era il leghista sestese Edoardo Favaron o il coordinatore vergiatese di Forza Italia, Mauro Binnella. A presiedere il congresso è stato Salvatore Marino.
Sesto a congresso. Forza Italia unita su Menin, FdI verso la sfida Zacchetti-Oldrini
