«Cittadini privati di un servizio»: Humana contro la rimozione dei cassonetti a Sesto

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SESTO CALENDE – Rimozione dei cassonetti per la raccolta degli abiti usati, l’organizzazione Humana risponde al Comune di Sesto Calende, esprimendo «rammarico» per la scelta di rinunciare ai sei contenitori che erano posizionati in piazzale Cardinal Dell’AcquaOrmai ingestibili, per l’amministrazione comunale: troppo degrado e rifiuti abbandonati insieme agli abiti.

La risposta di Humana

Ma l’organizzazione umanitaria di cooperazione internazionale “HUMANA People to People Italia” non ci sta. Ed esprime «rammarico» per la decisione del Comune di rimuovere i contenitori Humana per la raccolta degli abiti. Anche perché Sesto Calende, con una donazione di 5 chili di abiti usati pro capite all’anno, rappresentava una realtà molto sensibile, ben al di sopra della media nazionale di 2,2 chili raccolti. L’organizzazione era anche disposta ad aumentare il numero di cassonetti, in modo tale da raggiungere la proporzione ottimale di uno ogni 1100 abitanti, mentre attualmente erano 6 per 11.100 abitanti. «A fronte degli episodi di abbandono di abiti all’esterno dei contenitori, la nostra organizzazione ha sottoposto al Comune delle proposte concrete su vari fronti – si legge nella nota diffusa da Humana People to People Italia – tra cui campagne di comunicazione e sensibilizzazione a cura di Humana per la cittadinanza e nelle scuole sull’importanza del servizio e sull’impatto sociale e ambientale prodotto dall’attività e aumento del numero di  contenitori».

Altre soluzioni? Non praticabili

Azioni che avrebbero potuto «rendere più efficace ed efficiente il servizio, nell’interesse primario dei cittadini, e senza alcun costo per l’amministrazione». La soluzione proposta dal Comune, quella del ritiro porta a porta, è stata giudicata «non praticabile, se non con il supporto del Comune stesso», visto che «la sostenibilità economica dell’attività che Humana garantisce si basa sulla presenza dei contenitori stradali di sua proprietà e autorizzati». Chiosa Humana: «La rimozione dei contenitori priva i cittadini di un servizio gratuito che contribuiva a migliorare i risultati di raccolta differenziata del Comune: i vestiti che prima venivano donati nei contenitori Humana finiranno nell’indifferenziato contro ogni “logica” ambientale, determinando un aumento nei costi di smaltimento, a carico dei cittadini. Senza considerare che dal 2025 la raccolta differenziata dei tessili sarà obbligatoria, in ottemperanza alla normativa europea».

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