SESTO CALENDE – «Nel 2009, la giunta di centrosinistra votò una prescrizione nel Pgt per realizzare un edificio che prevedeva dai 12 ai 20 piani. E oggi fanno storie a noi? Non devono insegnarci nulla». Sono le parole di Marco Colombo (Lega). A Sesto Calende continua a far discutere il piano di riqualificazione dell’ex complesso Q8, area acquistata proprio dall’azienda di famiglia del capogruppo di maggioranza per realizzare un palazzo da 10 piani. Le minoranze di Insieme per Sesto e Sesto 2030 continuano a opporsi al piano («cambierà il profilo del centro storico come lo abbiamo sempre visto e apprezzato», ripetono), e criticano anche la questione dei 70 parcheggi al piano interrato che rimarrebbero privati anziché pubblici. Ora la maggioranza contrattacca.
La torre
Dice Colombo: «La torre prevista dal centrosinistra prevedeva un’altezza fra i 36 metri (12 piani) e i 60 metri (20 piani)». La zona individuata era il quartiere Abbazia, racconta, «in un terreno di proprietà comunale dietro l’Agusta». Un progetto che «avrebbe veramente cambiato lo skyline sestese. Soprattutto considerando che sarebbe stata in una zona più alta rispetto al centro, aumentando l’altezza percepita». Quindi, l’affondo: «Oggi però dicono a noi che non vogliono un palazzo con un piano e mezzo in più rispetto a quelli presenti in paese. Stanno usando due pesi e due misure. E vogliono bloccare un investimento che aiuterà a migliorare Sesto».

La questione parcheggi
Nel frattempo, le opposizioni rincarano la dose. La critica è rivolta alla possibilità di rendere privati 70 posti auto interrati nell’area ex Q8. Per Insieme per Sesto è «un punto controverso del progetto, non sono pochi quei posteggi». Così Sesto 2030: «Sono stati dichiarati “non strategici” in una città che ha sete di parcheggi per le auto, soprattutto in centro».
Colombo, di contro, non ha dubbi: sotto il profilo economico «Renderli privati sarà vantaggioso per il Comune. I posteggi saranno meglio regolamentati e con le entrate ci impegneremo a realizzare ulteriori posti auto. Ci guadagniamo due volte, quindi».
