Siamo Fagnano si spacca: il Partito Democratico va per la sua strada

luigi monfrini e massimo canavesi
Da sinistra l'ex vicesindaco Monfrini, e il segretario Massimo Canavesi

FAGNANO OLONA – Tutti pronti a scommettere sulla caduta della maggioranza, e invece chi si spacca, con l’uscita del Partito Democratico, è il gruppo di minoranza Siamo Fagnano.

Non Siamo più (con la p minuscola) Fagnano

Manca ancora l’ufficialità, che dovrebbe arrivare a ore con un comunicato stampa firmato dalla segreteria cittadina del partito, ma a quanto pare l’addio si è consumato durante l’ultima riunione del direttivo tenutasi martedì 8 settembre. Durante la quale è stato rinnovato anche l’organo direttivo del partito con l’uscita di Marta Di Paola, Simona Michelon e Fara Tedesco, che non si sono tesserate al circolo fagnanese e l’ingresso di Carola Dall’Oco, Federico De Marco e dell’ex vice sindaco ai tempi del sindaco Simonelli Luigi Monfrini. Quest’ultimo presente a Varese, insieme al segretario Massimo Canavesi al dibattito con il presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini.

Decisione condivisa

Il progetto civico di Siamo Fagnano è andato così alla deriva, dopo che l’esito negativo delle elezioni ha di fatto aperto una falla nell’alleanza. Squarcio che in questi mesi ha continuato a imbarcare acqua senza che nessuno si dannasse più tanto l’anima per tappare il buco.

Naufragio che, si dice, non ha fatto strappare le vesti a nessuno. Nè al Partito Democratico, che dopo l’esito elettorale si è ritrovato in consiglio senza nemmeno un uomo e con addosso un abito civico che a qual punto iniziava ad essere troppo stretto. Ma neppure nel gruppo di Noi Fagnano, l’altra anima dell’alleanza, dove i commenti non ufficiali sono: “Quella del Pd è una scelta che condividiamo. Hanno fatto bene“.

siamo fagnano giunta assessori
C’eravamo (non) tanto amati: la lista di Siamo Fagnano

Insomma non sono volati gli stracci e la rottura non è stata scenografica. Piuttosto si è consumato un divorzio inevitabile, accompagnato da un silenzio (assenso) tra le parti che la dice lunga sul dialogo all’interno del gruppo.

Vero o non vero?

L’addio del Partito Democratico è notizia che ha iniziato a girare sulla piazza politica più affollata di Fagnano: ovvero quella di whatsapp. Dove diversi esponenti, una volta giunta la pulce all’orecchio hanno chiesto conferme per se stessi e per gli amici a secco di informazioni ufficiali. Ma di risposte chiare da parte dei maggiorenti piddini fagnanesi pare non ne siano arrivate.

E’ ora?

La domanda è politicamente interessante. E la risposta potrebbe arriverà nelle prossime settimane. Perché se da un lato è vero che le due anime (quella civica e quella partitica) non si sono scannate, dall’altro resta da capire come il Partito Democratico si comporterà nel difendere le posizioni, poche, (nelle commissioni e in posizione di minoranza della minoranza), che gli sono stare riconosciute come Siamo Fagnano e non come partito dei dem.

Senza poi contare che un’ esperimento del genere, checché se ne dica, lascia strascichi in un partito che di fatto è stato a lungo di governo in paese e che si ritrova a masticare amaro di fronte a un centrodestra che barcolla ma non molla e con una presenza in consiglio azzerata. Oltre al fatto che, per quanto metabolizzata, va registrata anche la scissione con Italia viva.

Da sinistra Gadda e Di Paola di Italia Viva con (ultimo a destra) Canavesi

Il cocchiere

A conti fatti, gli ultimi mesi della sinistra fagnanese è stata caratterizzata da strappi. Il primo, quello che ha portato ad avere sullo schieramento elettorale, di fatto, una civica di centrosinistra (Fagnano Bene Comune) e una con diluito il Pd (Siamo Fagnano). Poi il distacco (più di facciata che di sostanza dicono i ben informati), di Italia Viva, numericamente leggero, politicamente pesante visto che uno dei maggiori esponenti renziani in provincia è proprio la deputata fagnanese Maria Chiara Gadda. Infine la scissione di Siamo Fagnano che si porta con sé anche il rinnego della virata civica. Strappi ai quali è difficile mettere una toppa.

Anche se qualcuno dice che l’ex sindaco Federico Simonelli da tempo stia lavorando per ricucire con il gruppo guidato da Paolo Carlesso. Operazione “figliol prodigo” in qualche caso. E che l’ex sindaco starebbe conducendo da cocchiere. Seduto in cassetta, alla guida di una carrozza (non quella ufficiale piddina, ma che alla bisogna potrebbe fare da taxi) e che, nel marasma politico cittadino potrebbe, passare anche inosservata. Insomma nella sinistra fagnanese c’è da lavorare. E da ricucire. E nel centrodestra, davanti ai cocci degli avversari, tutto sommato ci si consola.

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