MALPENSA – «Un’intesa dalla quale l’azienda trae vantaggi economici, senza concedere nulla. Ma offrendo solo condizioni di miglior favore messe a disposizione da parte della committente Sea». I sindacati si spaccano. Così Filcams Cgil Varese e Adl Varese definiscono l’accordo sottoscritto da Flai, Fisascat Cisl e Uil Trasporti al tavolo con Dussmann – azienda che si occupa delle pulizie a Malpensa – per l’erogazione di un buono pasto giornaliero e per il trattamento del lavoro domenicale nei confronti dei dipendenti. Chiedendo che si arrivi a «firmare un accordo dignitoso».
«Assolutamente contrari»
L’accordo integrativo è stato sottoscritto il 4 luglio scorso. E che, dicono Cgil e Adl, «non ha avuto trattativa sindacale, ma dove il contenuto – immodificabile – è stato proposto da Dussmann Service alle organizzazioni sindacali, senza nessun margine di contrattazione». Per questo motivo, «ci dichiariamo assolutamente contrari a una simile intesa dove le trattative sono state negate». Accordo che è stato stilato «non con formula sindacale, ma sotto dettatura del legale aziendale, con la finalità di neutralizzare le numerose vertenze (intorno alle 200 circa, su lavoro domenicale, cambio tuta/tempi di vestizione e lavaggio divisa) attualmente in atto tra dipendenti ed azienda». Infatti, proseguono, «l’intesa è valida non erga omnes per tutti i lavoratori, ma solo per quelli che accettano e sottostanno, tramite verbale di conciliazione individuale, le condizioni dell’accordo stesso che prevede consistenti rinunce rispetto alle rivendicazioni delle cause in atto».
L’accordo
Quindi ricordano cosa prevede l’accordo sottoscritto. Riassunto in diversi punti:
– la riduzione dell’orario di lavoro giornaliero di 15 minuti, a parità di stipendio, a compensazione dei tempi di vestizione e svestizione e lavaggio divisa; condizione quest’ultima che è a costo zero per Dussmann, la quale continuerà a percepire il canone di appalto previsto da parte della committente Sea Spa, mentre a quest’ultima verrebbero privati 15 minuti di servizi lavorativi giornalieri in meno per dipendente, pari – per tutti i lavoratori Dussmann Service impiegati nell’appalto – a 1.375 ore complessive in meno al mese, corrispondenti ad un valore economico di circa 22.000 euro;
– l’erogazione di un buono pasto dell’importo di 5,20 euro giornalieri, per chi effettua più di 6 ore di lavoro (evidenziamo che con l’atto aggiuntivo n. 5 del 5 maggio 2025, Sea Spa ha riconosciuto a Dussmann Service e a Spd Srl (Consorzio Gisa), un aumento/adeguamento economico straordinario, anche per riconoscere un buono pasto ai loro dipendenti, a far data dal 1° gennaio 2025;
– riconoscimento di una maggiorazione sul lavoro domenicale del 15%, più l’importo di 1,80 euro per ogni domenica lavorata, erogato in modo differito a gennaio dell’anno successivo; evidenziamo che attualmente i dipendenti Dussmann Service Srl, stanno percependo una maggiorazione del 30%, sul lavoro domenicale, maggiorazione ritenuta equa, in diverse sentenze, emesse dai Giudici del Lavoro, nei confronti di Dussmann (in precedenza tale maggiorazione è stata confermata anche in Corte di Cassazione nei confronti del precedente appaltatore).
Questo accordo, affondano, è «un affare per Dussmann Service». Che, «oltre a garantirsi un risparmio sul futuro lavoro domenicale, per il lavaggio divisa e tempo di vestizione e svestizione, ha voluto gettare le basi per poter stravolgere le sentenze sul domenicale, sul lavaggio e tempo tuta, dei circa 200 dipendenti che hanno intrapreso le cause». E ancora: «Un verbale di accordo, tra l’altro, che è stato sottoscritto da organizzazioni sindacali minimamente non rappresentative tra i dipendenti della Dussmann Service».
Ora il referendum
Per tutti questi motivi «promuoveremo, a breve, un referendum per abrogare tale intesa al ribasso», garantiscono Cgil e Adl. Nel frattempo, «siamo in attesa che la committente Sea dia delle spiegazioni in merito al cospicuo aumento del canone di appalto, adeguamento che doveva servire a erogare un buono pasto, con la finalità di avere un impatto positivo sulla qualità del servizio e sulla relativa efficienza, contribuendo a contenere i tassi di assenteismo. Invece, al contrario, visto le modalità discriminatorie e vessatorie con le quali Dussmann Servive intende procedere per l’erogazione del ticket, quella che doveva essere un’opportunità sta creando forti disagi e malessere diffuso tra i dipendenti stessi che sono oramai pronti allo sciopero. Noi richiediamo che l’erogazione del buono pasto sia per tutti i dipendenti di Dussmann Service».
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