VARESE – «La sanità lombarda deve cambiare»: è il messaggio che arriva dal presidio che si è svolto stamattina, venerdì 20 ottobre, davanti alla Casa di Comunità di Varese. A promuovere l’iniziativa Cgil Varese, Fp Cgil Varese, Spi Cgil Varese insieme a diverse associazioni: Arci, Acli e Medicina Democratica. Una prima iniziativa locale (nel video qui sotto l’intervista) per sensibilizzare la popolazione e sollecitare le istituzioni.
Le scelte politiche
Una mobilitazione che nasce in seguito al no al referendum sulla sanità dello scorso settembre. «Per questo ricorreremo al Tribunale Amministrativo – spiegano i promotori – le scelte politiche sbagliate della Regione Lombardia negli ultimi trent’anni hanno prodotto liste d’attesa infinite, diseguaglianze per reddito nell’accesso alle cure, smantellamento della medicina territoriale, sbilanciamento verso un privato sempre più finalizzato solo ad una logica di profitto, incapacità di garantire le prioritarie azioni di prevenzione, peggioramento delle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, spese impazzite con i “medici gettonisti”, nessun governo delle rette a carico dei cittadini nelle Rsa e nei servizi per la disabilità».
Le 10 proposte
Sono dieci le proposte lanciate attraverso la mobilitazione odierna
- Attuare un centro di prenotazione davvero unico e pubblico per tutte le strutture pubbliche e private accreditate, accessibile a tutti, agende per le prenotazioni sempre aperte, dati sulle liste d’attesa e bilanci resi pubblici da tutti gli enti accreditati
- Attuare le norme esistenti che garantiscono ai cittadini le prestazioni nei tempi prescritti dai Medici di Medicina Generale riducendo gradualmente le prestazioni in libera professione
- Riaffermare, anche attraverso modifiche normative e una diversa distribuzione delle risorse, la centralità e il valore della Sanità pubblica della Lombardia
- Introdurre una programmazione socio sanitaria regionale basata sull’analisi dei bisogni, con obiettivi di salute collettiva verificabili periodicamente attraverso dei dati epidemiologici e capace di garantire adeguatezza e efficacia della spesa sanitaria
- Ridefinire i criteri di accreditamento in relazione ai reali bisogni dei cittadini
- Attuare una vera integrazione fra ospedale, territorio e politiche sociali per non lasciare soli i cittadini a partire dai più fragili e vulnerabili
- Migliorare le condizioni lavorative degli operatori socio-sanitari, integrare i medici di medicina generale nei servizi pubblici riconoscendo a tutti risorse e stipendi adeguati, evitando fenomeni di dumping contrattuale
- Attuare le previsioni del PNRR realizzando vere Case di COmunità e Ospedali di Comunità in grado di essere punto di riferimento per la presa in carico dei bisogni complessivi delle persone con integrazione tra servizi sanitari e sociali
- Rivedere le regole di autorizzazione/accreditamento delle RSA (Residenze Sanitarie Assistite) garantendo qualità di assistenza e di vita agli ospiti, lavoro sicuro e di qualità per i lavoratori, una maggiore partecipazione nelle rette da parte del SSN e un maggiore coinvolgimento della Regione nel funzionamento delle strutture, giusta retribuzione per i dipendenti
- Potenziare la filiera dei servizi domiciliari favorendo la cura delle persone presso il proprio domicilio
Anche Astuti al presidio
Presente al presidio anche il consigliere regionale Samuele Astuti. «Abbiamo lanciato una mobilitazione diffusa in tutta la Lombardia – ha commentato – che si concluderà con una manifestazione più strutturata domani mattina alle 11 a Milano, davanti alla sede della Regione, per ribadire la nostra idea di sanità: la salute è un diritto e la nostra è una battaglia per la democrazia. Dopo la bocciatura della proposta di Referendum parzialmente abrogativo della legge regionale sanitaria, crediamo sia importante ora coinvolgere tutta la cittadinanza per chiedere un servizio sanitario pubblico efficiente: curarsi è un diritto che non può essere messo in discussione dalle inefficienze della Regione o dal business che ruota intorno al privato».
