Sinner “gioca per tutta l’Italia”, ma diserta il Quirinale

tennis sinner mattarella
Jannick Sinner

di Claudio Ghisalberti

Gioca per tutta l’Italia perché ci tiene al suo Paese. Però i soldi li porta all’estero, non paga la tasse da noi, e del presidente Mattarella se ne infischia. Brutale? Vediamo. 

Jannick Sinner è senza dubbio un tennista fortissimo. Probabilmente un campione. Numero uno al mondo, tre Slam vinti, trofei a pioggia…  Si vedeva da piccolo che era un predestinato: a calcio segnava gol come CR7, sciava in modo fantastico. Poi, perché così gli hanno insegnato, dopo una vittoria mostra anche un animo nobile: consola l’avversario battuto, gioca con un bambino, ha devozione per la famiglia. E’ il ragazzo d’oro dello sport italiano. Tutto perfetto. Idilliaco. Esemplare. 

Giornali, radio e televisioni fanno a gara a osannarlo, idolatrarlo, venerarlo. É una sfida a chi sfodera l’elogio più roboante. Del resto i suoi sponsor sono ricchi e fanno molta gola: De Cecco, Enervit, Fastweb, Gucci, Intesa San Paolo, La Roche Posay, Lavazza, Panini, Pigna, Rolex, Head. 

Molti giornalisti scodinzolano felici e sorridenti al suo cospetto in cerca di una qualsiasi dichiarazione. Una delle ultime, dopo il successo agli Australian Open, è stata: “Gioco per tutta l’Italia”. Bellissimo. Peccato che l’altoatesino viva ormai da tempo a Montecarlo. Che sia vero o meno non possiamo di certo stabilirlo noi. La sua è una scelta tra l’altro legittima forse fatta per respirare l’aria buona del mare. forse, invece, una scelta comoda. Fatto sta che chi vive nel Principato non paga le tasse in Italia. Secondo quanto stimato da La Gazzetta dello Sport, Sinner nel 2024 ha ottenuto qualcosa come 50 milioni di euro in sole entrate commerciali. 

Poi, certo, c’è chi mi ricorda – tanto per fare un esempio – che l’80% dei ciclisti professionisti italiani ha residenza estera più o meno fittizia e non paga le tasse in Italia. E che qualcuno ha pure avuto alte onorificenze.  Personalmente, però, ritengo che la frase (“Gioco per tutta l’Italia”) sia un po’ irritante, se non ipocrita. 

 Domani, 29 gennaio, il paladino degli italiani era atteso al Quirinale dove è prevista la cerimonia con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per celebrare i trionfi del tennis tricolore. Essere ricevuti dal Capo dello Stato è, o almeno dovrebbe essere,  il massimo onore per un italiano. É quindi anche un dovere esserci. Invece no, Sinner non ci sarà. Già nei giorni scorsi aveva fatto trapelare la volontà di darà forfait. Buca. Il campione è stanco, ha bisogno di riposo assoluto. Ovviamente trovare un certificato medico che attestasse il suo stato di salute precaria non è stata una grande impresa. Che questa assenza sia un comportamento non esemplare, si può dire? 

A questi due fatti se ne aggiunge un terzo e non di poco conto. Il 16 e 17 aprile sarà a processo al Tas per il caso Clostebol. Se sarà assolto ci saranno squilli di trombe e rulli di tamburi. E se venisse condannato, quindi squalificato? Varrà anche per lui il detto che “le sentenze non si discutono” oppure sarà un martire? E gli sponsor citati prima a che gioco giocheranno?

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