BUSTO ARSIZIO – Potrebbe esserci un nuovo supermercato Esselunga, il primo in assoluto in città, nel futuro dell’area delle Nord. Sorgerebbe nell’isolato compreso tra via Magenta, via Castelmorrone, via Monti e via Luini, sull’ultimo lotto del comparto urbanistico che sorge attorno alla stazione di Ferrovie Nord, in fondo al “boulevard” verde previsto nell’ambizioso Progetto Fili che ridisegnerà il volto delle aree che più di trent’anni fa hanno visto l’interramento dei binari della ferrovia.
L’operazione
La presenza di una media superficie di vendita era stata prevista nell’ambito della variante al Pgt che, ormai più di cinque anni fa, ha sbloccato un comparto strategico che è al palo ormai da diversi lustri. Ma il nome che sta circolando attorno all’operazione è proprio quello della prima catena italiana della grande distribuzione, un marchio finora rimasto appena al di là dei confini di Busto Arsizio, con i punti vendita di Olgiate Olona e Castellanza. L’operatore immobiliare che ha avanzato il progetto di un’unica media struttura, invece delle due inizialmente ipotizzate nel Master Plan (sarebbero state unite da una galleria pedonale), è già provvisto delle volumetrie per insediare un supermercato, ma le rilevanti conseguenze di una simile iniziativa di rigenerazione urbana sono state al centro di una discussione politica nel vertice di maggioranza che si è tenuto ieri sera, 28 gennaio.
Il nuovo supermarket
Il nuovo insediamento commerciale si affaccerebbe sulla via Castelmorrone e garantirebbe un’adeguata dotazione di parcheggi anche ad uso pubblico a servizio dei pendolari, oltre a permettere la realizzazione della già ipotizzata rotatoria all’incrocio tra via Magenta e via Marco Polo. La delibera di giunta che recepisce la proposta e la inquadra nel Master Plan dell’Ambito di Trasformazione dell’area delle Nord, apportando le necessarie correzioni, era pronta per essere discussa in giunta già settimana scorsa, ma è stata rinviata alla seduta di oggi, 29 gennaio, per allargare il dibattito alla maggioranza, e verrà rimandata ancora a settimana prossima per un ulteriore approfondimento. Sono infatti diversi i dubbi emersi tra i gruppi si maggioranza, a partire dall’impatto sulla viabilità e sul commercio di vicinato di una zona già satura di strutture di media distribuzione, sorte come funghi nell’ultimo decennio tra Sant’Edoardo e Sacconago. Il Tigros di viale Pirandello, in particolare, sarebbe veramente vicinissimo.
Gli altri lotti in attesa
Il Masterplan dell’area delle Nord è attualmente in fase di standby dopo che Domitys, il colosso francese del silver living, si è tirato indietro rispetto al progetto di insediare una struttura residenziale di co-housing per anziani in uno dei lotti che erano stati in passato di proprietà della Tecnocovering dell’ex patron della Pro Patria Savino Tesoro, quello tra via Monti e via Bezzecca dove è già iniziata la bonifica. A questo punto su quell’area dovrebbe svilupparsi un progetto di tipo prevalentemente residenziale, così come quello previsto sul lotto compreso tra via Bergognone e via Turbigo, mentre non sarebbe ancora noto il destino dello storico edificio a fianco del teatro Sociale, aggiudicato all’asta nel 2023. È dall’effettiva realizzazione di questi progetti – e dai rispettivi oneri di urbanizzazione – che dipenderà il concretizzarsi del suggestivo “boulevard” verde, il parco lineare sopra la “piastra” dell’interramento della ferrovia, che si integrerà con il restyling da 26 milioni di euro della stazione Nord previsto dal Progetto Fili.
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