ALMERIA (Spa) – Malpensa non è solo un aeroporto, può essere una rampa di lancio per un viaggio di una bellezza inaspettata. Questa volta l’aereo ci ha portato ad Almeria e da qui a Cabo de Gata che, oltre ad avere una delle zone marine più belle di Spagna, è anche la sede della Skoda Titan Desert, corsa di mountain bike in quattro tappe. Sì, “Desert” perché qui, a una trentina scarsa di chilometri, c’è un vero e proprio deserto, l’unico in Europa, quello di Tabernas. E se il nome vi dice poco pensate che questo affascinante angolo di Andalusia, dagli anni Sessanta, è stato lo scenario di tantissimi film western e video pubblicitari. Tanto per fare qualche nome qui hanno girato Sergio Leone (C’era una volta il West, Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più), Steven Spielberg, Clint Eastwood, Harrison Ford, Sophia Loren, Sean Connery, Arnold Schwarzenegger.
Introduzione al Marocco
La prova di Almeria può essere considerata una prova di introduzione, un assaggio, alla ben più severa che si disputa a maggio in Marocco. Qui, per esempio, si alloggia in ottimi hotel mentre nella gara nel Sahara le notti si passano nelle haima, le tradizionali tende dei nomadi del Nordafrica con anche due tappe in autosufficienza, ovvero i ciclisti si devono portare cibo, ricambi e vestiti.
La vittoria di LuisLe
Intanto qui a fare festa sono stati gli stradisti, ex professionisti di ottimo livello. Le prime due tappe sono state vinte da Luis Angel Matè, la terza da Haimar Zubeldia, la quarta da Noel Martin con la classifica generale vinta da Luis Leon Sanchez grazie al minuto di abbuono per il miglior tempo di scalata dell’Alto del Velefique. Tra le donne dominio assoluto di Natalia Fischer (qui le classifiche complete). Però la Skoda Titan Desert è una prova che va anche oltre l’aspetto puramente agonistico. Per capire meglio questa manifestazione, che ogni biker con il gusto dell’avventura dovrebbe provare, ecco le storie di alcuni protagonisti.

Ramon, una titano da leggenda
Tra Milano e Perth, in Australia, ci sono 15.000 chilometri. Una distanza maggiore del diametro della terra. Ma 15.000 chilometri è anche la distanza coperta nella Titan World Series da Ramon Aranda che qui ha corso la sua trentesima Titan: 20 in Marocco, 5 qui ad Almeria, 4 in Arabia, una a Cuba. In pratica da quando esiste questa sfida il biker di Andorra ha perso solo l’edizione di Cuba 2016. Un esempio raro di costanza che lo ha portato ha conquistare ampiamente tutti i titoli di “Titan Legend”. Il titolo di “Legend” spetta ai corridori che hanno accumulato nelle varie edizioni 3.500 km (bronzo), 5.000 km (platino) e 10.000 km (diamante). Aranda è quindi andato ben oltre. E quando lungo il percorso un biker raggiunge uno di questi obiettivi di distanza trova un cartello a celebrare la sua impresa.

Natalia, che pedala senza fatica
Natalia Fischer è una ragazza di Malaga ma con origini svizzere. È anche campionessa di Spagna e argento Europeo nel cross country Marathon. Però quella ad Almeria era il suo debutto nel mondo Titan. Nel 2022, a causa di un incidente, pensava di lasciare la bicicletta, ora pedala che sembrando non fare mai fatica. Una facilità di pedalata che l’ha portata a essere l’attuale numero 8 del ranking mondiale.

Ahmed, l’attore sfuggito dalla miseria
Una delle facce più conosciute della Titan è quella dell’attore Ahmed Younoussi diventato famoso in Spagna grazie ad alcune serie tv. Ahmed è nato Marocco e ora a teatro interpreta l’opera “14.4”, la distanza dello stretto di Gibilterra. Lo ha attraversato a 8 anni nascosto sul tetto di un camion per arrivare in Spagna in cerca di una vita migliore. Viveva per le strade di Tangeri e di Ceuta, porti d’imbarco verso il suo sogno. I primi sette tentativi di attraversare il Mediterraneo sono falliti, l’ottavo è stato quello buono. L’arrivo a Barbate (Cadice), Ahmed che s’incammina verso un benzinaio, un auto nera che si ferma e tre ragazze che tornano da una festa lo aiutano. Poi l’accoglienza in un centro di minori a Madrid dove è rimasto due mesi prima di essere trasferito a Vallecas dove trovò un educatore che lo aiutò parecchio e un ambiente familiare. Poi la scuola e la crescita. “La mia adolescenza è stata una delle migliori”, commenta. Sacrifici, lavoro, aiuti e una buona dose di fortuna lo hanno aiutato a raggiungere l’obiettivo. Qui alla Titan, invece, un virus lo ha messo k.o. dopo la prima tappa. Ma Ahmed, che se lo vedi con il suo fisico minuto sembra un ciclista vero, non si è arreso e dopo due giorni di recupero ha voluto partecipare all’ultima frazione. Del resto ha corso per la “Fundación Superacció” che lavora da decenni per il reinserimento sociale e dignitoso di giovani in situazioni difficili. L’obiettivo è quello di raccogliere 60.000 euro per un progetto alle Canarie. Con lui in squadra Pedro Garcia Aguado, campione olimpico di pallanuoto ad Atlanta 1996 e Mondiale a Perth 1998 che dopo essere finito per anni nel gorgo di droga e alcol è ora un testimone della lotta contro le dipendenze.

Guillermo, il biker bionico
Anche Guillermo Prieto Hortelano è un debuttante nella Titan World Series seppure sia un veterano con un buon palmares nelle prove di ultra resistenza in mtb. A causa di un incidente sul lavoro Guillermo anni fa ha perso una gamba e ora corre con una protesi. “La mia paura è la sabbia perché lì è dove la mia protesi può soffrire di più”, ha confidato alla vigilia. “La menomazione è stata per me anche uno stimolo. Mi è successo quello che è successo però non è la fine del mondo. Ora il mio handicap è il mio motore per proseguire ad allenarmi con la bici. Mi incoraggia a proseguire”.

Nicolas, il legionario
Nicolas Mercader, oltre che essere uno dei più forti biker in gara tanto che nel 2022 si è preso il lusso di vincere una tappa, è un po’ l’idolo di casa. Eh si perché la quarta tappa della Titan Almeria a Viator ha attraversato la base della “Legion Española” e Nicolas appartiene al “Tercio Juan de Austria”. Nelle Legione ci è entrato nel 2014 e ora all’interno svolge il compito di meccanico. Legione, che tra le altre cose, si appresta a mandare 500 uomini in Slovenia per rafforzare a est la sicurezza contro il pericolo Putin. Nicolas, che appena terminata una tappa ci racconta che di recente è stata cambiata la loro capra, animale simbolo della Legione. Satan, che aveva un problema a un corno, è stata sostituita da Manteca. Solo che Manteca ora deve ancora essere “istruita” per le sfilate. Nicolas pedala da dodici anni, ora ne ha 37, e il suo sogno era quello di vincere proprio l’ultima frazione. “È la tappa migliore, la più bella perché ci sono anche anche i miei compagni della banda che suonano al nostro passaggio per il Patio de Armas, la zona che si usa per le sfilate”. E in effetti il passaggio dei corridori tra la musica di cornette e tamburi è molto suggestivo. Però da oggi il momento di gloria di Nicolas è terminato, per un anno tornerà alla dure regole militari.

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Skoda Titan Desert Almeria – MALPENSA24
