Solbiate, il sindaco Saporiti: «Niente accordi con Caianiello. Melis si vergogni»

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Il sindaco Saporiti e l'ex sindaco ora consigliere Luigi Melis

SOLBIATE OLONA – «Non ho mai incontrato o parlato con Nino Caianiello e Melis è una vergogna». Il sindaco Roberto Saporiti prova a tenere bassa la tensione della polemica sull’interrogazione della Voce solbiatese. E ci riesce per qualche minuto. Ma alla fine sbotta e la situazione degenera, in rissa verbale, tra le urla del pubblico e uno scambio di battute feroci tra l’attuale primo cittadino e l’ex. C’era da aspettarselo; del resto l’interrogazione presentata dalla Voce solbiatese su una presunta trattativa politica in campagna elettorale tra la lista Più Solbiate e Nino Caianiello è materia spinosa. Soprattutto dopo l’inchiesta Mensa dei poveri.

Caianiello scatena un putiferio. Anche se non c’è

Melis, nei dieci anni da sindaco, ha imparato i tempi amministrativi, a leggere carte e documenti, ma anche le tante piccole malizie che si usano in politica per mettere in difficoltà l’avversario. E ieri, martedì 9 luglio, in consiglio comunale, tutto questo si è visto. A partire dalla discussione sul punto delle linee programmatiche. Esposte dal sindaco Roberto Saporiti e poi passate alle armi, non sempre con successo, dal consigliere Melis. Ma il clou è arrivato al momento dell’interrogazione. Luigi Melis ha lasciato che ad “apparecchiare” la guerra fosse Samantha Caprioli, candidata prima cittadina della Voce e ora capogruppo. La consigliera, letto il documento, ha chiesto tutta una serie di chiarimenti sui presunti e non meglio precisati rapporti tra la lista Più Solbiate e l’ex plenipotenziario di Forza Italia Nino Caianiello, tra i principali indagati dell’inchiesta sulle mazzette. A supporto della tesi, i consiglieri di minoranza hanno allegato una serie di articoli usciti in campagna elettorale. Saporiti ha risposto in prima battuta con pacatezza, fermezza e chiarezza, spiegando quello che in sostanza tutti già sapevano, ovvero che Più Solbiate è una lista sostenuta da «Lega e Partito democratico, i quali però hanno fatto un passo indietro per garantirne la civicità dei componenti». E ha puntualizzato di «non aver mai incontrato o fatto accordi con Caianiello».

Interrogazione chiusa? Ma va. E’ proprio a questo punto che Melis esce allo scoperto: rompe il silenzio e irrompe, prima che interrogazione e risposta vengano archiviate. Chiede di precisare, di spiegare in maniera chiara. Interventi quelli di Melis sul filo del regolamento che su un’interrogazione consiliare non prevede dibattito. Che invece si scatena. E si conclude senza nemmeno sapere se chi ha presentato e firmato l’interrogazione, ovvero Samantha Caprioli, è rimasta soddisfatta o non soddisfatta delle risposte del sindaco.

Gli argomenti sul piatto

Quello sull’interrogazione non è stato l’unico scontro tra la maggioranza e Melis, unico mattatore delle minoranze, poiché di fatto è stato solo lui a tenere banco. Su tutta la linea e su tutti gli argomenti. Dei quali, almeno secondo quanto emerso, si continuerà a parlare anche nelle prossime settimane. Del resto, il sindaco Saporiti e gli assessori hanno iniziato ad approfondire temi di grande spessore per la comunità, quali la piscina, che «ha costi di gestione sui quali occorre fare, e abbiamo iniziato a fare, una serie di riflessioni», la nuova farmacia aperta all’Iper, che «chiuderà il bilancio di fine anno in passivo, con una perdita stimata di 60 mila euro che dovremo appianare» e la questione area feste. Quella nuova sembra ormai tramontata. In più Solbiate sta lavorando per sistemare quella in via San Vito.

Insomma, la nuova amministrazione ieri ha dato un segnale forte: voltare pagina. E lo farà anche per quanto riguarda la Solbiate Olona servizi, dove nei giorni scorsi sono arrivate le dimissioni del liquidatore Mario Caprioli. Il quale ha incassato un encomio dal sindaco: «Ha fatto un lavoro di qualità e di quantità. Caprioli merita la stima di tutti, poiché ha lasciato l’incarico in quanto espressione della precedente amministrazione. Un gesto nobile e raro che vorrei sottolineare».

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