SOMMA LOMBARDO – «Il rischio è che gli incrementi ricadano sulle spalle del Comune. Diventerebbe un altro problema: serve un intervento drastico». A partire dal primo maggio, aumenteranno le tariffe delle rette alla casa di riposo Bellini di Somma Lombardo. Colpa delle spese relative alla gestione ordinaria della Fondazione. Quanto basta ad Alberto Barcaro, capogruppo della Lega, per cercare l’attenzione degli enti sovra-comunali e chiedere un intervento immediato: «Bisogna prendere coscienza a livello regionale e nazionale che situazioni del genere rischiano di gravare sulle amministrazioni comunali».
«Servono opere strutturali»
In ordine. Gli importi stabiliti dal consiglio d’amministrazione del Bellini registrano aumenti in più tranche: da 1750 a 1825 euro a con decorrenza giugno 2022, poi fino a 1900 euro con decorrenza febbraio 2023. Ora, un ulteriore adeguamento tariffario di 5 euro al giorno a partire dal primo maggio. «In sostanza, nel giro di un anno si è visto un incremento di 300 euro», sottolinea Barcaro. «Non metto assolutamente in dubbio che si tratti di un costo indispensabile per la casa di riposo. Ma l’attenzione va alle casse comunali. La norma infatti dice che, se la pensione dell’ospite in rsa è incapiente, la differenza da versare ricade sul Comune. Vuol dire che diventerà un altro problema, servono opere strutturali che non pesino sulle famiglie e sulle amministrazioni».
I motivi degli aumenti
Attraverso una comunicazione, la Fondazione Bellini ha reso noto i motivi che hanno portato ad adeguare il piano tariffario. «Il consiglio – si legge – ha rimandato sino ad ora l’aumento che altre strutture simili hanno applicato a partire dal 1 gennaio 2023. Ma ora non è purtroppo possibile uno sforzo ulteriore tale da coprire i costi derivanti dagli aumenti dei contratti di lavoro e dagli aumenti generali subiti dai fornitori». Negli ultimi due anni c’è stato un aumento delle spese di gestione ordinaria. Nello specifico: «Per l’acquisto di farmaci (+7,99%), per il materiale di pulizia (+26,16%), per il personale e fondo Tfr (+35,96%), per i corsi per l’aggiornamento costante del personale (+277,48%), costi delle utenze (+343,75%)». Oltre alle «spese riguardanti l’adeguamento della struttura per fronteggiare l’emergenza Covid, fra cui l’implementazione del servizio di pulizia e sanificazione». Il tutto «ricordando che le rette non subiscono alcuna variazione dal 2016».
