SOMMA LOMBARDO – «Non fermiamoci alle critiche sterili, operiamo per il decoro di questa città, diamoci tutti da fare in modo che si percepisca che lo si fa per gli altri; perché solo chi vede il fratello o la sorella bisognosi può camminare nell’amore». E’questo l’invito di don Basilio Mascetti, alla sua nona patronale da prevosto città di Somma Lombardo. Lo ha rivolto oggi, 18 gennaio, dall’altare della basilica, «ad ogni fedele della nostra comunità, ma anche a tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche, perché, pur essendoci visioni e posizioni diverse, si lavori assieme per realizzare il bene comune».
Solo chi ama cammina
Prendendo spunto dalle parole che fanno da guida alla edizione del 2025 della Festa Patronale, “Solo chi ama, cammina”, il prevosto durante l’omelia ha affrontato il tema della crisi della cristianità, offrendo il suo punto di vista per provare a cambiare rotta. «Per poter cambiare le strutture, i meccanismi e gli stili comunitari – ha detto – è necessario che i cristiani battezzati si formino. Non penso qui ad una formazione solo teorica, fatta nelle aule di teologia. II concetto di formazione ci deve orientare ad un impegno nel quotidiano delle nostre comunità. Una formazione che passa attraverso relazioni di maggiore accoglienza, i gruppi di ascolto della Parola di Dio nelle famiglie, i servizi caritativi verso i bisognosi (che non mancano neanche da noi), una iniziazione cristiana dei ragazzi e dei giovani che sia meno dottrinale e scolastica e più esperienziale, cioè ricca di iniziative concrete». E ancora: «E’ vero, non ci sono ricette facili, ne soluzioni preconfezionate. Ma non per questo dobbiamo cedere al pessimismo e al disfattismo. L’orizzonte è quello della speranza: “Pellegrini di speranza” è ciò che ci chiede il Papa in questo Anno Santo del Giubileo. La speranza che non è un palliativo, una pacca sulla spalla; ma è la consapevolezza che Dio illumina il cammino da compiere, perché ci ama di amore eterno».

Brucia la Passera
Poco prima dell’inizio della messa solenne, tutta la città si era radunata nella sua piazza centrale per vedere bruciare la Passera, la grande palla d’ovatta infuocata. E’un rito antico che ricorda il martirio della patrona – giovanissima romana dalla fede incrollabile messa a morte durante la persecuzione di Decio o di Valeriano – e che ogni anno richiama centinaia di sommesi legati a Sant’Agnese e a una tradizione che affascina non soltanto i bambini. Sul sagrato il sindaco Stefano Bellaria ha consegnato l’Agnesino d’argento (la massima onorificenza cittadina) al 91enne Cesare Giardini, tuttora direttore sanitario della sezione cittadina dell’Avis, che ha dedicato il premio alla moglie Marisa, ai figli Giovanni e Laura e ai tre nipoti Leonardo, Cesare e Achille, presenti in piazza. Ha detto: «Il mio segreto della longevità? Lavorare sempre, non mollare mai. E poi avere speranza nel futuro e coraggio delle proprie idee. Mai guardarsi indietro, ma sempre avanti».
I festeggiamenti patronali continuano domani alle 10 con la messa in basilica celebrata da Monsignor Gilberto Donnini e alle 16.30, sempre in Sant’Agnese, con il Concerto Ars Cantus.

Somma, l’Agnesino 2025 al direttore dell’Avis Cesare Giardini. «Un esempio»
