Sottopasso di Sant’Anna, Mariani: «Roma conferma i fondi, ma ora si deve correre»

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BUSTO ARSIZIO – I soldi per il sottopasso ci sono. Ma ora bisogna davvero correre. E’ questa la sintesi della lettera contenente il parere della Ragioneria Generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativa al collegamento viario tra il quartiere Sant’Anna ed il centro cittadino. Risposta che arriva da Roma in seguito all’interessamento del senatore del Partito democratico Alessandro Alfieri. Aiuto politico invocato dal sindaco Emanuele Antonelli nel consiglio comunale di settembre.

Intanto ieri in giunta a Palazzo Gilardoni è stato fatto un altro passo verso la realizzazione dell’opera: è stato approvato l’accordo tra Comune ed Rfi, poiché il cantiere “interferirà” con l’operatività della linea ferroviaria, che comunque rimarrà attiva anche durante l’esecuzione dei lavori.

«La nostra parte l’abbiamo fatta»

La risposta della Ragioneria di Stato è arrivata martedì 29 ottobre e il presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio Valerio Mariani l’ha subito girata al sindaco Antonelli e ai funzionari di riferimento del Comune. «Credo che la lettera di risposta in merito ai fondi statali destinati al sottopasso di Sant’Anna sia chiarissima – spiega Mariani – come è chiaro che il Partito democratico di Busto e il senatore Alfieri si sono mossi per il bene della città. Ora però la palla è tutta nelle mani dell’amministrazione. Che deve correre per non perdere quei finanziamenti. So che il Comune sta procedendo con l’acquisizione delle aree, ma questo potrebbe non bastare. Per avere la certezza del finanziamento si deve procedere con la gara d’appalto e l’affidamento dei lavori».

Cosa dice la lettera

“Il Comune di Busto ha chiesto di confermare che l’obbligo di restituzione del finanziamento non sussiste, anche in mancanza del completamento dell’opera, qualora i lavori venissero affidati e fosse stipulato il relativo contratto entro il 28 febbraio 2020, inserendo tali dati nel monitoraggio opere pubbliche relativo al primo trimestre 2020″. Nella risposta poi si riassume l’intera vicenda a partire dalla richiesta di restituzione dei fondi elaborata dalla Ragioneria di stato nel 2012 poiché i lavori non erano partiti. Finanziamenti confermati poi nel 2013 e ancora nel 2016, quando la disponibilità venne prorogata di altri 36 mesi.

La Ragioneria di Stato poi evidenzia che “dalle verifiche effettuate, l’opera risultava non monitorata dalla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (Badp) ed è sprovvista del Codice Unico di Progetto, obbligatorio per ogni progetto di investimento pubblico e condizione necessaria per assicurare il monitoraggio” e si conclude ricordando che “è opportuno specificare che l’assunzione di un impegno è inteso quale momento in cui sorge l’obbligazione giuridicamente vincolante verso terzi, ovvero la stipula dei contratti con i fornitori. Pertanto l’obbligo di restituzione in parola permane limitatamente alle somme per le quali non è stato assunto un impegno giuridicamente vincolante”.

Non date la colpa al Pd

«Come ho già avuto modo di dire al sindaco Antonelli – ha concluso Mariani – quello dei finanziamenti al territorio non è una questione di colore politico. Tanto che io ho dato la massima disponibilità ad aprire un dialogo e il senatore Alfieri si è subito messo in contatto con il sottosegretario del ministero. Ora però davvero la partita è tutta nelle mani dell’amministrazione a Palazzo Gilardoni. E l’auspicio è che quel cantiere parta nei tempi utili per non perdere il finanziamento. Non si dia quindi la colpa al governo e al Partito democratico qualora il sottopasso, malauguratamente, non si dovesse fare o nel caso in cui per qualche ritardo quei soldi andassero persi».

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