Spaccate a Busto, Max Rogora: «Taser? Servono pene certe. E basta buonismo»

Max Rogora (Fratelli d'Italia)

BUSTO ARSIZIO – «Altro che Taser, qui ci vuole la certezza della pena. E basta con il buonismo». Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia ed ex assessore alla sicurezza Max Rogora è un fiume in piena di rabbia dopo le “spaccate” della scorsa notte tra via Cellini e la pizzeria Cerasella. «Ho parlato con i titolari della pizzeria, hanno subito danni ingenti e sono in ginocchio. Non è possibile rovinare delle attività economiche e poi magari vedere i responsabili girare liberi il giorno dopo. Che Paese stiamo consegnando ai nostri figli?».

L’attacco ai “buonisti”

«L’unica cosa positiva di questi episodi è che forse finalmente i buonisti, come certi giudici di cui si parla in questi giorni per le sentenze sull’immigrazione, capiranno che queste cose non devono più accadere – tuona Max Rogora – il fatto che i Carabinieri abbiano arrestato due minorenni marocchini è la riprova che c’è qualcosa che non va in questa cosiddetta integrazione. A questi ragazzi abbiamo pagato le scuole, probabilmente paghiamo la casa e gli assegni familiari ai loro genitori, e loro vanno in giro a rubare e a devastare. Io non voglio questa Italia, a furia di essere buonisti siamo in questa situazione assurda, e figuriamoci tra cinque anni come saremo ridotti. Come le banlieue francesi?».

«Taser? Certezza della pena»

Rogora pone l’accento sul tema della certezza della pena per chi viene sorpreso a delinquere: «Scommetto che domani o dopodomani questi ragazzini saranno già fuori, liberi di scorrazzare per la città come se niente fosse – scuote la testa l’esponente di Fratelli d’Italia – e che pubblicità credete che possano fare ai loro coetanei? Che l’Italia è il Paese dei balocchi. Invece dovrebbero lavorare gratis per sei mesi con tanto di braccialetto elettronico nei locali che hanno devastato per ripagarli dei danni che hanno commesso».

L’ex assessore si dice «allibito da queste cose che stanno succedendo. Ragazzini che picchiano altri ragazzini per strada, immigrati che insultano le forze dell’ordine e non rispettano la divisa. Viene voglia di cambiare Paese, perché non vedo quale futuro possa esserci per le mie figlie. Invece di prepararsi a sistemare la Palestina e l’Ucraina dovremmo pensare alla nostra Italia». Max Rogora non risparmia nemmeno le norme messe in campo dal governo della sua parte politica: «Ormai si arresta chi beve una birra e si mette a guidare, mentre ci sono ragazzini che rovinano attività economiche e poi magari la sera dopo vanno proprio lì a mangiare una pizza perché tanto in galera non ci vanno. Serve certezza della pena. L’Italia non è più nostra».

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