Stazione di Luino monumento nazionale: passarono re, regine e la principessa Sissi

La stazione di Luino

LUINO – «Da qui passarono re, regine e persino alcuni maharaja indiani. Inoltre il suo stato di conservazione è ancora oggi vicino all’architettura originale. Per questo è doveroso dichiarare la stazione di luino monumento nazionale». A chiederlo e a firmare una proposta di legge in tal proposito è il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini, ex sindaco di Luino.

La proposta di legge

La stazione internazionale di Luino ambisce a diventare monumento nazionale per la sua importanza storico, culturale e infrastrutturale. «Sono altresì soddisfatto – ha dichiarato Pellicini (nella foto) – che Rfi, raccogliendo i miei molteplici appelli nei miei anni da Sindaco, abbia finanziato e avviato il cantiere per il rifacimento della copertura della grande Stazione con un investimento di un milione e seicentomila euro. Avevo, infatti, più volte denunciato che, in occasione di piogge copiose, vi fossero delle evidenti infiltrazioni d’acqua nel Salone Doganale, circostanza che ha di fatto compromesso in parte il bellissimo colonnato. Sono certo che l’opera di valorizzazione dello storico immobile sarà proseguita da parte di Rfie del Comune di Luino, il cui ruolo rimane fondamentale nella difesa dei beni culturali presenti sul suo territorio».

Un po’ di storia

La stazione ferroviaria di Luino, venne costruita tra il 1881 e il 1882, era considerata, tra le altre, l’opera certamente di maggior rilievo non solo sotto il profilo architettonico ma anche sotto quello simbolico, quasi a rappresentare un contraltare a quel monumento alla tecnica che fu il traforo del San Gottardo.

La stazione di Luino fu costruita per la realizzazione della linea ferroviaria Novara- Pino sulla sponda del Lago Maggiore e costò 24 milioni di lire: essa si estendeva per oltre un chilometro in lunghezza e quasi un chilometro e mezzo in larghezza, contando quattordici binari di servizio, di cui cinque destinati al trasporto pubblico. All’opera collaborarono i maggiori tecnici dell’epoca: gli ingegneri Angelo Giam- bastiani di Livorno e Giovanni Battista Biadego di Verona, che nel 1884 coprì il fascio binari con una maestosa tettoia in ferro, all’epoca quinta per dimensioni in Italia. In un solo anno i lavori furono termi- nati e il risultato fu un vero e proprio monumento al progresso. L’ambiente di maggior pregio era il salone delle dogane che si presentava grande, centrale e con il pavimento in marmo, permettendo l’accesso diretto ai binari.

Oggi il piazzale ferroviario è dotato di sei binari passanti, di cui tre utilizzati per il servizio viaggiatori e provvisti di banchine. Nel 2017 sono stati rinnovati oltre ventuno chilometri di binari e diciotto chilometri della linea d’alimentazione elettrica dei treni ed è stato realizzato un sottopasso. La rimessa locomotive, che era stata costruita nel 1882 in occasione dell’apertura del traforo del San Gottardo, è oggi diventata sede del Museo Ferroviario del Verbano. Tra le locomotive presenti, anche una a vapore ancora funzionante, oggi uti- lizzata per i treni turistici che periodica- mente vengono organizzati.

Per la stazione di Luino vi transitarono teste coronate, principi, consoli, ministri e prelati di tutta Europa e oltre, se si tiene conto degli « esotici » passaggi di alcuni Maharaja indiani, sino all’arrivo del re Umberto I e dell’imperatrice Elisabetta di Baviera, la ben nota Sissi. Allo scopo, il Buffet de la Gare (ancora esistente) era stato allestito come sontuosa saletta reale.

stazione luino principessa Sissi – MALPENSA24
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