Sumirago, risolta l’emergenza idrica. Il grazie del sindaco ai vigili del fuoco

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SUMIRAGO – E’ tornata l’acqua dopo il blackout di quasi 24 ore. Rete idrica a secco, come noto, nelle due frazioni di Caidate e Albusciago dalla serata di lunedì 8 a causa di una pompa guasta al pozzo di Quinzano, che alimenta il bacino di distribuzione di Caidate. Soltanto verso le 18 di oggi, mercoledì 9, l’erogazione dell’acqua è rientrata nella normalità.

L’intervento decisivo delle autobotti

sumirago emergenza idrica crociDisagi finiti, dunque, per la popolazione. Anche se l’intervento delle autobotti dei vigili del fuoco ha limitato il danno. “Devo ringraziarli per la loro tempestività e professionalità nell’affrontare il problema” avverte Mauro Croci (nella foto), il sindaco. Che continua:” Un grazie particolare al nostro consigliere Fortunato Denti che ha seguito passo passo tutte le operazioni per evitare il peggio: i vigili del fuoco hanno permesso di tenere in funzione, seppure in modo limitato, il bacino di Caidate, così che i rubinetti non sono rimasti del tutto a secco. Encomiabile il loro apporto anche per il funzionamento di aziende, esercizi pubblici e, soprattutto, per la casa di riposo di Caidate. Il mio rammarico è per il disagio comunque arrecato alla popolazione. Ma abbiamo fatto il possibile e anche di più per ripristinare l’erogazione”.

I ritardi di Alfa

Il Comune si è dunque assunto le proprie responsabilità nell’emergenza. Un po’ meno attiva Alfa, la società che ora gestisce la rete idrica: non aveva a disposizione la pompa di ricambio, arrivata soltanto in mattinata da Brescia. La mancata efficienza e la scarsa tempestività hanno contribuito ad aggravare il problema. Peraltro già presentatosi nelle stesse modalità un anno e mezzo fa. Imprevisti a cui una moderna azienda dovrebbe far fronte senza dilazioni di sorta.

Scarsa manutenzione delle reti

Vero anche che la rete, compresi i pozzi, avrebbe bisogno di una completa riqualificazione, mai attuata negli anni per mancanza di risorse, che hanno permesso al massimo interventi tampone. Un’esigenza quella della manutenzione strutturale che, per quanto riguarda l’acqua, è generalizzato in provincia di Varese, dove i guasti e gli intoppi si ripetono un po’ dappertutto, specialmente nella stagione calda quando il consumo di acqua aumenta in modo esponenziale. Ma con i chiari di luna economici e gestionali di questo periodo, appare difficile che Alfa metta mano a una tale complessità nel breve volgere di qualche mese. D’altra parte, la politica in questi anni ha perso tempo attorno alla governance dell’acqua, rinviando soluzioni che in altre province hanno consentito di ovviare a molti inconvenienti tecnici. Insomma, nel Varesotto si arriva tardi e con i vertici di Alfa dimezzati anche per note questioni giudiziarie. Non proprio un contesto ottimale per far fronte alle tante e onerose necessità. Salvo, manco a dirlo, operare sulle tariffe, tutte in aumento.

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