Tari, la Giunta di San Vittore Olona: «Nessun salasso ma tante agevolazioni»

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SAN VITTORE OLONA – Una lunga nota a firma dell’assessore al Bilancio, Marco Rotondi, per «comprendere meglio le decisioni assunte dal Comune» in materia fiscale. Così la Giunta di San Vittore Olona ha scelto oggi, lunedì 31 maggio, di illustrare ai cittadini i provvedimenti sulla Tari-Tassa rifiuti approvati nel Consiglio comunale di martedì scorso, anche in risposta alle accuse del centrodestra, che parla di un vero e proprio «salasso» in arrivo per famiglie e attività commerciali. Per contro, l’Amministrazione Rossi ritiene di aver raggiunto «un punto di equilibrio fra le diverse categorie di utenza che contribuiscono alla copertura economica del servizio».

Rotondi: «Costi invariati dal 2019»

Una delle delibere approvate, spiega Rotondi, era relativa all’approvazione del Piano economico finanziario tari 2021, ovvero l’insieme dei costi variabili riferiti alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti prodotti da famiglie (utenze domestiche) e da attività economiche (utenze non domestiche) e dei costi fissi relativi alla pulizia delle strade, allo svuotamento dei cestini, alla raccolta dei rifiuti abbandonati oltre ai costi generali (personale dell’ufficio tributi, ammortamenti, fondo di accantonamento per il recupero dei crediti non riscossi). «L’ammontare di tali costi – sottolinea l’assessore – è rimasto pressoché invariato dal 2019 ad oggi. L’incremento infatti è solo dell’1,6%: rispetto al milione di euro del 2019, oggi il costo che il Comune recupererà attraverso le “cartelle” che emetterà è di 1.016.000,00.

«A mantenere stabile il costo del servizio – spiega Rotondi – ha contribuito l’aumento della quota di raccolta differenziata, cresciuta dal 72% del 2019 al 75% del 2020, che ha permesso di contenere i costi di smaltimento, nonostante la crisi di Accam ci abbia costretto a trovare un nuovo impianto di smaltimento con un aumento dei costi e contemporaneamente di aumentare i contributi ricevuti dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi, nda) per il maggior apporto di rifiuti differenziati (carta, plastica, vetro…)».

Data alle imprese la possibilità di rivolgersi a privati

La seconda delibera assunta dal Consiglio comunale ha riguardato i criteri di ripartizione di tali costi nei confronti di famiglie e attività economiche. La scelta, a detta dell’assessore al Bilancio, è stata quella di «non penalizzare i nuclei familiari ovvero le utenze domestiche prevedendo una maggiore partecipazione alla spesa delle utenze non domestiche. Lo si è fatto prevedendo una ripartizione dei costi fissi (quelli generali) al 50% tra famiglie e attività economiche e ripartendo invece i costi variabili (quelli relativi alla produzione di rifiuti) al 72,5% sulle famiglie e al 26,5% sulle attività economiche. Si è cercato di rispettare insomma un rapporto quantitativo tra produzione di rifiuti (3.681.748 kg prodotti di cui 2.760.182 per le utenze domestiche e 975.295 Kg per le Unon domestiche) e superficie di produzione dei rifiuti (mq 444.284 per le UD e mq 99.926 per le UND).

«Tuttavia, consapevoli che l’emergenza Covid-19 ha colpito sia le famiglie, per le quali la tassa rifiuti rimane un costo che incide direttamente sul reddito del nucleo famigliare, sia le attività economiche, per cui tale costo può essere eventualmente assorbito e ribaltato sui ricavi, abbiamo previsto specifiche agevolazioni per entrambe le categorie».

In particolare: possibilità per le utenze non domestiche di affrancarsi dal servizio gestito dal Comune rivolgendosi a privati qualora ottenessero costi inferiori rispetto a quelli praticati dal Comune; riduzione per le stesse utenze del 50% su base annua della quota variabile riservata a quelle attività costrette alla chiusura a causa dell’emergenza Covid-19;  possibilità, sempre per le UND, di compensare la tassa rifiuti con il contributo a fondo perduto previsto dal bando comunale “Sosteniamo le nostre imprese” fino all’importo di 1.000 euro; riduzione del 30% della tassa rifiuti per le famiglie con un reddito Isee inferiore a 6.700 euro.

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