Tassa sul rumore degli aerei, si riapre il tavolo fra Regione e sindaci di Malpensa

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MALPENSA – Avere risorse per realizzare opere di mitigazione e di compensazione ambientale, quindi ridurre l’impatto acustico. Ma anche incentivare le compagnie aeree a utilizzare aerei di ultima generazione. Il doppio obiettivo dell’Iresa (acronimo che sta per Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili) torna a essere tema di confronto. La prossima settimana – il 14 gennaio – i sindaci del Cuv si riuniranno con i vertici di Regione Lombardia per discutere l’introduzione della tariffa anche a Malpensa, per provare a ottenere ulteriori risorse da investire sui Comuni dell’intorno aeroportuale.

Si riapre il tavolo

Un tavolo che si inserisce nelle discussioni tra i territori che sorgono intorno a Malpensa e i vertici di Regione Lombardia. In un momento, oltretutto, in cui il dibattito è acceso per via della recente sperimentazione – terminata lo scorso novembre – delle nuove rotte di decollo. Il rumore degli aeromobili resta fra i temi più caldi, tanto che il Cuv torna a chiedere soluzioni adeguate. L’incontro è stato fissato quando Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo, era presidente di turno del Cuv (dal primo gennaio di quest’anno è Roberto Nerviani, primo cittadino di Vizzola Ticino). L’auspicio è di allinearsi alle altre regioni – Campania, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte – che hanno già attivato l’Iresa.

Gli obiettivi

L’obiettivo è «duplice». Spiega Bellaria: «Da un lato c’è la possibilità di avere risorse integrative adeguate, sia per Regione Lombardia che per i Comuni dell’intorno aeroportuale, per realizzare opere di mitigazione e di compensazione ambientale». Proprio perché, dice, si tratta di «un’imposta di scopo che serve per operazioni che riducano l’impatto acustico». Dall’altro lato, invece, «è abbinata alle Green Charge – che tra poco verranno attivate, per la prima volta in Italia, all’aeroporto di Malpensa – per rendere più conveniente alle compagnie aeree la possibilità di utilizzare aeromobili di ultima generazione». Quindi apparecchi che «riducano il rumore e l’inquinamento». Anche questo, conclude, «va nella logica di rendere maggiormente compatibile la presenza di un importante aeroporto internazionale con la vivibilità del territorio».

L’Iresa

Iresa è una tassa che le compagnie aeree dovrebbero versare alle Regioni in proporzione all’inquinamento acustico provocato, con gli introiti da reinvestire per interventi di mitigazione ambientale. Per il territorio attorno a Malpensa vorrebbe dire milioni di euro all’anno. Ma l’incasso, ad oggi, è pari a zero perché la Lombardia non la applica. Sono risorse che dovrebbero servire – così come indicato dalla legge 342 del 21 novembre 2000 – al completamento dei sistemi di monitoraggio del rumore, al disinquinamento acustico, al miglioramento generale della vivibilità dei territori coinvolti dalle attività aeroportuali e all’eventuale indennizzo delle popolazioni residenti nelle aree aeroportuali. È una battaglia che il Cuv portano avanti da dieci anni senza successo. Ora tornano alla carica.

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